Capitano Ultimo conquista il popolo di FdI: “Il carabiniere ucciso porta in alto la nostra bandiera”

domenica 14 aprile 12:02 - di Valter Delle Donne

Tutta la platea in piedi che canta «C’è solo un Capitano». E il colonnello Sergio De Caprio ringrazia portando la mano sul cuore. Finisce così l’intervento del Capitano Ultimo in quello che ha rappresentato uno dei momenti più emozionanti della due giorni di Fratelli d’Italia, a Torino.

In collegamento in videoconferenza, l’eroe della lotta alla mafia, l’uomo che alla guida dei Ros di Palermo catturò Totò Riina, ha rivolto poche toccanti parole rivolte alla platea del Lingotto. Intevenendo a titolo personale e nel rispetto delle normative, l’ufficiale dei carabinieri ha emozionato i delegati ed è stato più volte interrotto dagli applausi. «Abbiamo creato questa associazione di volontariato – ha detto il colonnello De Caprio parlando della sua casa famiglia alla periferia di Roma – creando una casa di sopravvivenza, borderline. Borderline come lo siamo noi carabinieri. Siamo fieri di essere carabinieri della gente, della bandiera. Cerchiamo di portare civiltà, forza, coraggio, tra la gente». «Sia chiaro a tutti quelli che uccidono e violentano: i valori sono la nostra bandiera», ha proseguito l’ufficiale dell’Arma tra gli applausi.

«Teniamo alta una bandiera che è fatta di semplicità e di umiltà – ha proseguito Ultimo, che ha rifiutato l’etichetta di eroe dell’antimafia – io credo che la bandiera dell’antimafia sia oggi il maresciallo Vincenzo Carlo Di Gennaro caduto ieri sulla strada di una comunità che è tutta la nostra storia che è tutta la nostra bandiera. Sì, quella è la bandiera di tutti i giorni rappresentata dai carabinieri più umili e sconosciuti. La lotta vive con loro, la lotta è delle famiglie per sopravvivere. Il resto è manipolazione e non ci appartiene. Chiedo scusa di essere considerato una bandiera. La nostra bandiera è il maresciallo Di Gennaro».

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