Ddl Zan, Platinette sfida i vip dello spettacolo: «Legge liberticida, neanche l’hanno letta»

lunedì 26 Aprile 11:10 - di Valerio Falerni
Platinette

Platinette meglio di Platini: con un’intervista a Libero mette in fuori gioco i paladini della legge Zan e li infilza in contropiede. Il resto è un grande gol: «I veri discriminati oggi sono gli eterosessuali e chi li difende; ormai sono una razza in estinzione». E qui ci vorrebbe davvero l’ola di tutto lo stadio. Per il semplice fatto che è difficile, per non dire impossibile che, un politico possa dirla tale e quale a lei. O lui, forse, dal momento che all’anagrafe Platinette è Maurizio Coruzzi. Lo ricordiamo solo per sottolineare che è una che di “identità fluide” s’intende come poche. E non da ora, con il vento che gonfia le vele dei movimenti gay e transgender.

Platinette: «I veri discriminati sono gli “etero”»

«Negli anni ’70 – ricorda a Pietro Senaldi – mi esibivo con un gruppo di travestiti da tregenda e mi tiravano addosso i pomodori al Festival dell’Unità». Erano gli anni in cui «facevo la soubrette di periferia». Tempi eroici per i “diversi“, si potrebbe dire. Allora sì che la discriminazione verso gli “omo” era tutt’altro che eventuale. Ma ora quella battaglia è vinta. «Non per essere omosessuali – precisa lei a scanso di equivoci -, bensì per quello di essere come ti pare». Concetti difficili da digerire per chi ha politicizzato la questione allo scopo di farne una crociata contro gli “etero“. Per costoro Platinette è tutto tranne che un’icona. Ma a lei poco importa: «Non mi piego al politicamente corretto e voglio potermi autodefinire “frocia” o “cagna“». Un’eretica irredimibile.

«Non mi piego al politicamente corretto»

Ma il suo è un discorso di libertà. Della “Zan” ha infatti paura perché la trova «liberticida». «Inserire l’identità di genere nei programmi scolastici – incalza – è una violenza perfino superiore a quella dell’utero in affitto». E questo perché, spiega, «significa far prevalere una visione del mondo rispetto ad altre che invece hanno lo stesso diritto di esistere». Parole, le sue, che aprono una crepa vistosa nel mondo dello spettacolo, finora compatto nella difesa del disegno di legge. Ma Platinette non si accontenta di rompere il fronte. I «vip» che si sono arruolati nella crociata pro-Zan vuole sfidarli.  «Secondo me – insinua – non l’hanno neppure letta. Agiscono in branco, come si assale un inerme». Come darle torto…

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