Bongiorno porta in tribunale la Macina: “Dal sottosegretario M5s una grave interferenza sul processo”

venerdì 23 Aprile 8:30 - di Giovanni Pasero
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Giulia Bongiorno porterà in tribunale il sottosegretario M5s, Anna Macina e sollecita il Guardasigilli, Marta Cartabia a intervenire. “Il ministro della Giustizia non può avere come sottosegretario chi usa il proprio ruolo per schierarsi contro il sacro diritto della difesa”.

In un’intervista al quotidiano La Repubblica, l’avvocata penalista e senatore della Lega, torna a chiedere le dimissioni di Anna Macina. La Bongiorno, che è difensore della ragazza che ha denunciato di essere stata stuprata dal figlio di Beppe Grillo insieme ad altri ragazzi, ribadisce le sue intenzioni.  “Ho pensato che porterò la sottosegretaria in tribunale e agirò nei suoi confronti per queste accuse farneticanti”.

Ieri il ministro Cartabia ha “strigliato” la Macina

Ieri la Cartabia ha convocato la Macina a Largo Arenula, per una “strigliata” informale. Ma per l’avvocato Bongiorno non è sufficiente.  “La ministra è attenta custode dei diritti, non può avere accanto una sottosegretaria che usa il proprio ruolo per schierarsi contro il sacro diritto di difesa. Io ho solo difeso la mia assistita dalle abominevoli accuse di Grillo – ha detto ancora Bongiorno – Un sottosegretario alla Giustizia deve garantire imparzialità, non può esprimere supposizioni su un giornale tentando di screditare il difensore della persona offesa allo scopo di trarre d’impaccio il suo referente politico”.

“Dopo il video di Grillo è la seconda interferenza sul processo”

“Denigrare le vittime, tentare di ridicolizzarle, è un vecchio approccio. Se si è ritenuto di estendere i termini per presentare la denuncia è appunto perché ci si è resi conto che chi subisce violenza fa molta fatica a parlarne: per vergogna, per timore di non essere creduto, per paura di ritorsioni…. – aggiunge Bongiorno – Un’accusa così assurda e sconclusionata può venire solo da chi parla senza sapere, senza conoscere me e la mia storia. Ho sempre tenuto rigorosamente distinta la mia attività professionale da quella politica”.

Bongiorno chiede la testa della Macina

“Ho assunto questa difesa nel luglio 2020, un anno dopo i fatti. E per mesi, di fronte alle insistenti richieste di interviste, ho perfino negato di aver assunto l’incarico. Dirò di più…. Ho riflettuto a lungo prima di accettarlo, – ha spiegato Bongiorno – facendo presente alla ragazza e ai suoi genitori che la mia nomina avrebbe potuto essere oggetto di strumentalizzazione politica. Ma la famiglia, che mi conosce sia come avvocato sia per il lavoro svolto con Doppia Difesa, mi ha espresso totale fiducia. A quel punto ho accettato. E non l’ho detto a nessuno”.

“Le vittime di violenza sono persone rese fragili dal dolore. Le ragazze prima hanno assistito alla requisitoria di Grillo, adesso una delle due vede che chi riveste una funzione istituzionale di massimo rilievo tenta di infangare con accuse gravemente offensive e prive di ogni fondamento l’avvocato al quale si è affidata. Insomma, è oggettivo che siamo di fronte a una doppia interferenza”, conclude la senatrice del Carroccio.

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