Bassetti: «Assurdo che la gente scelga il “suo” vaccino. Non parliamo di un paio di scarpe»

mercoledì 21 Aprile 10:59 - di Redazione

Sì alle riaperture graduali per avviarsi a tornare alla normalità. “Le interpreto – dice Matteo Bassetti – come un segno di fiducia nei confronti dei cittadini. Ma anche un modo per dire attenzione. Con questo virus continueremo a farci i conti ancora per molto tempo. Anche se con numeri diversi. Quindi è il caso di tornare a una normalità controllata, in sicurezza, con un percorso a step“. Così il primario di Malattie infettive al San Martino di Genova dai microfoni de L’Italia s’è desta, su Radio Cusano Campus.

Bassetti: “Bene il ritorno alle zone gialle”

Da sempre contrario alla politica del terrorismo sulla pandemia, Bassetti si discosta dai colleghi che continuano a frenare sull’ammorbidimento delle regole. E giudica positiva la scelta del governo di riaprire alcune attività dal prossimo 26 aprile. “Io francamente, a differenza di qualche altro mio collega, non ci ho trovato nulla di male. Anche perché si tratta semplicemente di tornare ad un mese e mezzo fa, quando c’erano le regioni gialle“.

“Non escludo nuove pandemie virali”

Nuove pandemie in futuro? Non è escluso dice Bassetti commentando le parole del premier Draghi. “Il covid è arrivato, così come sono arrivate altre pandemie in passato. Non è escluso che ce ne possano essere altre nel futuro. Sia di tipo virale, ma anche legate ai batteri resistenti. Dato che in questo periodo di pandemia abbiamo utilizzato gli antibiotici molto male”. Credo che Draghi volesse dire – aggiunge – che è giusto continuare a lavorare anche investendo in formazione, in strutture, in cooperazione tra Paesi a livello internazionale.

“Allucinante che le persone scelgano il vaccino”

Sui vaccini è stato lapidario. “Trovo abbastanza assurdo e anche allucinante che le persone scelgano il vaccino. Qui non è che si tratta di scegliere una borsa o un paio di scarpe. Abbiamo studiato una vita per capire, leggere gli studi clinici. Quindi o si pensa che noi medici siamo lì per fare il male della gente oppure bisogna fidarsi del proprio medico di medicina generale che deciderà A, B o C. Se non ci fidiamo e vogliamo essere noi a decidere quale vaccino a fare a questo punto è un meccanismo perverso e io non ci voglio stare”.

Monoclonali, una terapia complementare

Poi un chiarimento sui monoclonali. “Sono farmaci che servono nelle prime fasi della malattia”, ha spiegato. “Come se fossero un vaccino preconfezionato. Sono anticorpi già pronti per funzionare nel giro di poche ore e servono per spegnere sul nascere l’infezione. Questo è utile soprattutto nelle persone che hanno dei problemi di base“.

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