Vaccini agli anziani, il traguardo slitta di mese in mese: appena il 15% di loro ha fatto le due dosi

domenica 21 Marzo 10:15 - di Lara Rastellino
vaccini agli anziani

Vaccini agli anziani, il traguardo slitta di mese in mese: appena il 15% di loro ha fatto le 2 dosi. O meglio: Come riporta tra gli altri il Corriere della sera, «appena il 14,7% degli ultra 80enni è immunizzato al completo, il 28,2% si trova a metà del percorso, col primo inoculo. In pratica meno della metà della popolazione più in avanti con gli anni, a più alto rischio di ricovero e di morte (4.442.000) ha avuto l’iniezione. Quasi ultimata invece la fase nelle Rsa dove moltissimi sono stati protetti: l’89,1% degli ospiti (507.912)». Insomma, dopo lo stop di Astrazeneca la campagna vaccinale prova a ripartire, ma procede a rilento. La media nazionale delle immunizzazioni fin qui effettuate fin qui registrata ha un segno meno davanti a numeri che deludono progettualità e aspettative.

Vaccini agli anziani: solo il 14,7% ha avuto le due dosi per l’immunizzazione

Ma, soprattutto, quello che resoconti e report riportano impietosamente, è l’andamento claudicante della vaccinazione di massa degli over 80: la fascia debole e a rischio della nostra popolazione che, negli intenti e nelle dichiarazioni degli addetti ai lavori, avrebbe dovuto essere la prima categoria protetta completamente e già a febbraio. In teoria. Ma in pratica, meno della metà della popolazione più in avanti con gli anni, a più alto rischio di ricovero e di morte (4.442.000), ha avuto la somministrazione. procede un po’ meglio invece, la fase in corso nelle Rsa, dove moltissimi sono stati gli anziani protetti: circa l’89,1% degli ospiti (pari a 507.912)».

Per gli anziani, la protezione vaccinale completa è ancora un miraggio

E sì che il nuovo piano vaccini punta a raggiungere a regime il numero di 500 mila somministrazioni al giorno su base nazionale. Immunizzando almeno l’80% della popolazione entro il mese di settembre. Triplicando il numero giornaliero medio di vaccinazioni delle scorse settimane, pari a circa 170 mila. E invece, stando alle ultime rilevazioni, le somministrazioni continuano a procedere a rilento. E i nostri anziani ancora lontani dalla protezione di massa. Il risultato nazionale, naturalmente, dipende dalla differenza tra le Regioni che, al momento, risulta “abissale”. A nord come al sud, indifferentemente. Perché tutto contribuisce a minare organizzazione e realizzazione del piano vaccinale: a partire, come noto, dall’ormai endemico ritardo nelle consegne delle dosi.

Vaccini agli anziani: la tabella di marcia slitta di mese in mese

E così, se secondo il piano originale presentato in Parlamento dal ministro Speranza il 2 dicembre. E poi riveduto e corretto alla luce della debacle sul fronte dell’approvvigionamento delle fiale, gli anziani avrebbero dovuto essere vaccinati e al riparo dal rischio di contagio del Sars-CoV-2 già entro febbraio. Scadenza, ormai è evidente, slittata a fine marzo. E, dato il ritmo della ripartenza e i soliti problemi organizzativi, ora il traguardo finale sembra destinato a scivolare a fine aprile. Se non addirittura a maggio, quando dovrebbe essere scattata la campagna di massa. Insomma, come asserisce chiaramente il Corriere, «il beneficio a livello di riduzione di mortalità nella categoria anziani è fermo su piccoli numeri e comunque non è stato rilevato».

I motivi dei ritardi nelle vaccinazioni

Ma, e lo chiarisce anche Nino Cartabellotta, fondatore di Gimbe, non c’è soltanto il taglio degli ordinativi e il ritardo nelle consegne, dietro i ritardi con cui la fascia più debole della popolazione sta ancora aspettando la vaccinazione. Ma, per esempio, in alcune regioni ha pesato il fatto che le dosi disponibili in un primo momento siano finite a persone che non ne avevano diritto. Un  numero preciso di persone, spiega Cartabellotta sul Corriere, pari al 16% degli “imbucati”. Così come, in generale, il fatto di dover fare i richiami, che con il tipo di vaccini in uso si fanno dopo 21 giorni, ha rallentato l’immunizzazione dei cittadini con più di 80 anni.

Bilanciare le vaccinazioni e omogeneizzare il piano tra le regioni

Ma, al di là di picchi e differenziali, il commissario per l’Emergenza Francesco Paolo Figliuolo, che proprio ieri si è vaccinato, ha ribadito chiaramente di l’obiettivo è arrivare dopo la seconda decade di aprile a 500mila vaccinazioni. Che queste vaccinazioni devono essere bilanciate. E che il suo compito sarà quello di portare il bilanciamento su tutte le regioni, più o meno virtuose che siano. La speranza, allora, è che la tabella di marcia riprenda a funzionare quanto prima. Specie per i nostro anziani, patrimonio della nazione da proteggere e vaccinare.

 

 

 

 

 

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