Mentana zittisce la Lucarelli: “Mi vergogno di chi vuol vaccinare i giornalisti prima degli anziani”

venerdì 12 Marzo 21:01 - di Marta Lima

Enrico Mentana interviene con un tweet durissimo sulla proposta di Selvaggia Lucarelli, con annessa polemica, di vaccinare prima i giornalisti, come categoria a rischio, più a rischio di anziani, malati, disabili e via discorrendo. “Mi vergogno mentre leggo che c’è chi ha chiesto di inserire i giornalisti tra le categorie con precedenza vaccinale. Ancora gran parte degli anziani deve ricevere la prima dose, il presidente della Repubblica ha atteso il suo turno settanta giorni, e noi dovremmo accodarci alla congrega dei salta file che raccontiamo e denunciamo ogni giorno? Un po’ di coerenza, un po’ di dignità. O altrimenti chiediamo scusa a Schettino”. 

Mentana contro la Lucarelli: un duello all’ultimo tweet

Parole durissime, quelle del più importante giornalista italiano, che di fatto mortifica la Lucarelli, già attaccata, questa mattina, dal “Foglio“, con un articolo che lei ha considerato sessista: “Da qualche giorno mi capitava di leggere tweet di colleghi giornalisti della serie ‘i vaccini ai giornalisti sono una sciocchezza’, ‘la priorità alle categorie più utili’, ‘la priorità a categorie più esposte’ e così via. Alcune pronunciate da commentatori qualunque (spesso corredate dai soliti insulti all’amatissima categoria), altre proprio da giornalisti, perfino direttori. Mi è dispiaciuto leggere speciali classifiche dei presunti lavori più utili o dei lavori in cui si è presumibilmente più esposti, in cui va per la maggiore il solito tormentone populista ‘e allora gli operai?’, ‘allora i rider?’, ‘allora le commesse?’. Il discorso, tra l’altro, è scivoloso. Esistono commesse di boutique in cui entra un cliente al giorno e giornalisti che lavorano in smartworking o in redazioni con 4 gatti. Esistono cassiere di supermercati con migliaia di clienti al giorno e giornalisti che lavorano sul campo, che devono viaggiare, che vanno in ospedali, partecipano a conferenze stampa, che lavorano a stretto contatto con altre persone e così via…”. Da lì la difesa della categoria, alla quale la Lucarelli appartiene, fino alla conclusione che è giusto dare una corsia preferenziale ai giornalisti perché sono stati eroici. “Ci sono giornalisti che si sono ammalati, che hanno fatto ammalare le loro famiglie, che hanno lavorato giorno e notte. Eppure, quando si citano le categorie che hanno dato l’anima in quest’ultimo anno, quella dei giornalisti non è mai citata….”.

Sarebbe bastata citare gli anziani, invece che i rider e le commesse, per ammettere di avere torto, ma si sa, la Lucarelli è brava con le parole.

Il “Foglio” contro il vaccino prioritario ai giornalisti

Ai giornalisti del Foglio, che l’avevano presa di mira, la Lucarelli replica chiamandoli “miserabili”. Ma cosa avevano scritto? “Come accanto alla farmacia c’è la parafarmacia, come oltre ai medici ci sono i paramedici, così il cerotto sull’informazione lo mette il paragiornalista. Ebbene sì, il paragiornalismo dilaga nei social dove Selvaggia Lucarelli non solo richiede per sé il vaccino ma stabilisce il pandemicamente corretto dalla sua finestra fotografando i passanti assembrati a favore di grandangolo…”.

Può bastare per capire chi aveva ragione?

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