Sondaggio Piepoli: due elettori dem su tre delusi dal partito. Letta segretario Pd piace solo al 9%

sabato 13 Marzo 16:45 - di Davide Ventola
sondaggio dem

A dar retta all’ultimo sondaggio dell’Istituto Piepoli, gli elettori dem sono ormai ai livelli cinematografici di un film di Pedro Almodovar. Sull’orlo di una crisi di nervi. È quanto emerge da una rilevazione realizzata tra l’8 e il 9 marzo. Le dimissioni di Nicola Zingaretti sono state considerate necessarie per la maggioranza degli elettori dem (55%). Non solo: per il 62% tra gli elettori del Pd la colpa è stata dello stesso Partito democratico.

Il sondaggio tra gli elettori di tutti i partiti ha invece visto il 52% degli italiani favorevole alle dimissioni di Zingaretti. Per il 55% del campione, poi, le dimissioni sono avvenute per colpa del Pd (percentuale che sale al 62% tra gli elettori dem).

Solo quarto Letta tra le preferenze degli elettori dem

Nell’indagine condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne composto da 500 intervistati, emergono altri dati interessanti. Tra gli elettori dem, il segretario preferito sarebbe Dario Franceschini, seguito da Stefano Bonaccini, poi da Paolo Gentiloni e solo quarto Enrico Letta. Nel dettaglio, il 19% degli elettori dem indica Franceschini, il 16% Bonaccini, il 13% Paolo Gentiloni e Anna Finocchiaro e il 9% il segretario in pectore Letta. La percentuale di Letta cresce invece esaminando i dati del campione generale, che lo vedono al 13%, ma sempre dopo il governatore dell’Emilia Romagna (17%) e il ministro della Cultura (15%).

Nel sondaggio di Piepoli l’elettorato dem è deluso

Alla domanda su quale effetto avranno sul Pd le dimissioni di Nicola Zingaretti, il 44% degli elettori dem e il 42% del campione generale parlano invece di “effetti negativi”, il 21% degli elettori dem e il 20% del campione di “effetti positivi” e il 38% non sa rispondere.

«Si conferma la delusione nell’elettorato del Pd dopo le dimissioni del segretario Zingaretti (52% della base del partito approva le dimissioni) – commenta Livio Gigliuto, vicedirettore dell’Istituto Piepoli – In pochi pensano che da questa crisi il Pd uscirà rafforzato. Tra i nomi di possibili successori, occupano il podio il Presidente della regione Emilia Romagna Bonaccini (17%), Dario Franceschini (15%) e proprio Enrico Letta (13%), che gode di un consenso trasversale che supera anche i confini del Pd».

FdI vede avvicinarsi il sorpasso sul Partito democratico

Le dimissioni hanno avuto un effetto deprimente per il Pd anche in senso elettorale. Crescono invece Fdi e M5s. La Lega rimane invece invariata al primo posto con il 23,5%, seguita dal Pd 18,5% (-1), al terzo posto Fratelli d’Italia con il 17,5% (+0,5), seguiti da M5S con il 16,5% (+0,5), segue Forza Italia con il 6,5% (invariata), altri partiti al 5,5% (+0,5), poi Leu invariata al 3% e infine Europa ed Italia Viva al 2,5% (con la prima stabile e Iv che perde lo 0,5%)

“Si registra un calo marginale del Pd (-1%) – spiega Gargiulo – Voti di elettori delusi che in parte favoriscono il M5S (+0,5%), forse anche grazie all’ipotesi Giuseppe Conte leader. Continua a crescere, intanto, il consenso di Fratelli d’Italia (+0,5%)”. E il partito di Giorgia Meloni vede concretizzarsi il sorpasso proprio sul Pd.

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