Scoppia anche il caos medici: vogliono lo scudo penale, temono conseguenze in caso di morti

mercoledì 17 Marzo 12:40 - di Robert Perdicchi

Il tema del giorno non è solo la presunta pericolosità del vaccino AstraZeneca, ma anche lo scudo penale per tutelare i medici che i medici che effettuano i vaccini, in generale, dalla possibilità che siano esposti a conseguenze penali in caso di malesseri o morte dei pazienti. Un’ipotesi del resto confermata anche dalle indagini, aperte a carico dei sanitari, anche se solo come atto dovuto, a seguito della morte di pazienti in Sicilia dopo l’inoculazione del siero di AstraZeneca.

Lo scudo penale per i medici che fanno il vaccino AstraZeneca (e non solo)

Sull’ipotesi di uno scudo penale, sancito per decreto legge, che tuteli il lavoro dei medici, anche quelli di base, chiamati a realizzare la campagna di vaccinazione, il viceministro alla Salute Sileri , anche gli addetti ai lavori si spaccano. “Un provvedimento necessario, da inserire in un più vasto contesto di tutela della professione sanitaria, da tempo aggredita da denunce e citazioni infondate, con l’unico risultato di determinare la cosiddetta ‘medicina difensiva’, che alla fine si rivela costosa per lo Stato e dannosa per gli stessi pazienti”, dice all’AdnKronos l’ex procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio, commentando l’ipotesi di uno “scudo penale” per i medici che somministrano i vaccini.

Una misura inutile, secondo l’ex pm Alfonso Sabella: “Penso che non sia assolutamente necessario uno scudo penale per i medici, perché già la legislazione attuale costituisce uno scudo assolutamente solido. Se il medico rispetta i protocolli quelli stabiliti dall’Aifa, dall’Ema e dall’ospedale, non ha nessun tipo di problema. Scudo penale o meno, la magistratura le indagini le deve fare in ogni caso. Lo scudo penale, a mio avviso, è inutile”, dice all’Adnkronos. 

“Nessuno scudo penale che possa riguardare i vaccini può impedire al pm di svolgere le indagini – aggiunge Sabella -, perché se una persona che si è fatta il vaccino muore, anche se c’è lo scudo penale il pm le indagini le deve comunque avviare, perché, ad esempio, bisogna verificare se in quel vaccino è stato messo del veleno, se il medico che l’ha inoculato ha violato i protocolli, se la siringa era infetta e nessuno l’ha sterilizzata. Ci possono essere duemila ragioni per avviare l’indagine, ecco perché penso che ci troviamo di fronte a una tempesta in un bicchier d’acqua, si ciurla nel manico, è una questione priva di qualsiasi fondamento”.

Anche gli avvocati ritengono inutile una legge ad hoc

“Lo scudo penale per i medici? Non serve. Non c’è bisogno quando non si fa altro che inoculare la dose: se si sbaglia non è giusto avere alcuno scudo penale, perché il proprio lavoro deve esser fatto bene; se è il farmaco che causa dei danni, cosa c’entra chi lo ha somministrato?”. L’avvocato Gian Domenico Caiazza, presidente dell’Unione Camere Penali Italiane, commenta così all’Adnkronos la richiesta dello scudo penale per i vaccinatori.

“Se AstraZeneca è veleno, chi lo ha inoculato non c’entra e lo scudo non serve. E’ una richiesta che purtroppo dà la dimensione della preoccupazione che abbiamo – spiega ancora Caiazza – è una richiesta che nasce dal fatto che per fare le indagini sul vaccino si iscrivono i medici nel registro degli indagati. Una pura formalità, come spiegano poi le stesse Procure, che tuttavia per i vaccinatori costituiscono sempre e comunque un timore, come può essere un’iscrizione nel registro degli indagati, per omicidio colposo. Queste forzature determinano reazioni o richieste protettive che non possono essere declinate nei termini in cui vengono fatte. I pm dovrebbero evitare di iscrivere per mera esigenza investigativa gente che dall’inizio è chiaro che non c’entra nulla”.

 

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