Pd in coma: e se fosse tutta colpa di Barbara D’Urso? Parenzo: «Pensarlo è una sciocchezza»

lunedì 8 Marzo 16:02 - di Marzio Dalla Casta
Parenzo

Mancano solo le note di Edoardo Bennato – quelle briose di Dotti, Medici e Sapienti – e poi potremmo dichiarare finito l’affresco sullo stato comatoso del Pd. Già, tutti a consulto all’affannosa ricerca delle cause alle origini del male oscuro che rode e corrode il corpaccione del partito-sistema. Fino a lanciare un dubbio che s’affaccia sinuoso nella mente dell’esperto di turno: e se fosse tutta colpa di Zingaretti? Non delle sue dimissioni, beninteso, ma del suo endorsement per Barbara D’Urso e dell’intervista che le ha concesso. Una diagnosi che però non convince il giornalista David Parenzo, uno che il Pd lo conosce bene per avervi militato.

Parenzo: «Zingaretti non ha sporcato l’identità della sinistra»

«Zingaretti non sporca la propria identità di sinistra se va dalla D’Urso. Pensarlo è una sciocchezza», ha sentenziato. E con ragione. Di più: è grottesco persino parlarne. Ma – e qui è proprio Parenzo che potrebbe fornire qualche spiegazione – quanto sarebbe poi immacolata questa identità a rischio contaminazione? La parola tradisce il pensiero. E, gira e rigira, si resta sempre nel limaccio di una presunta “parte migliore del Paese” opposta a una pretesa “Italia alle vongole“. Lo schema che ha accompagnato il ventennio berlusconiano è ancora lì, a dispetto dello sconquasso prodotto dai grillini nel cosiddetto bipolarismo etico e dell’utopia renziana di liberare la sinistra dal proprio istinto di demonizzazione dell’avversario.

Un dibattito lunare

Ecco, forse più che capire se Zingaretti abbia fatto bene o male ad andare dalla D’Urso, bisognerebbe rendersi conto se stanno bene o male (in salute) quelli che se lo pongono come problema. Se Parenzo avesse prospettato anche questo piccolo dilemma, la sua difesa dell’ex-segretario sarebbe risultata perfetta. Se non altro, avrebbe posto quel partito – dirigenti, culturame ed elettori – di fronte allo specchio delle proprie contraddizioni e, in fondo, della propria ipocrisia. Il loro Pd è in coma perché da tempo non compie più un atto politico. Eccezion fatta, ovviamente, per il tweet di Zingaretti alla Regina della trash tv. Il primo gesto di calore popolare dopo anni di fredde alchimie di potere. Per questo, il compagno Zingaretti, non l’ha capito nessuno.

 

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