Il Papa evoca il diritto a “non migrare”. E bacchetta l’Italia: “Non ha leggi a sostegno della famiglia”

lunedì 8 Marzo 20:37 - di
papa Francesco

«La migrazione è un diritto doppio. Diritto a non migrare, diritto a migrare». Papa Francesco parlando con la stampa nel volo di ritorno da Baghdad ha affrontato il tema che gli è caro. Quello dei migranti, ribadendo un concetto che la sinistra non ama ricordare. E cioè l’impegno di aiutare a casa propria popolazioni come quella irachena. Per metterli in condizione di guadagnarsi il pane quotidiano nella loro terra. E ancora. L’accoglienza non consiste nel farli arrivare e abbandonarli a loro stessi. «Ogni Paese deve studiare la capacità di ricevere».

Da Papa Francesco frasi scomode per la sinistra nostrana

Parlando infatti del toccante incontro con il padre di Alan Kurdi, il bambino siro-curdo di 3 anni annegato sulle spiagge della Turchia, ha precisato: «Alan Kurdi è un simbolo. Un simbolo che va oltre un bambino morto durante la migrazione. È il simbolo di persone che non possono sopravvivere, è un simbolo dell’umanità». A questo punto, Bergoglio ha aggiunto: «Occorrono misure urgenti affinché le persone abbiano un lavoro nei loro paesi in modo che non abbiano bisogno di emigrare”, ha detto prima di aggiungere che non si tratta solo di raggiungere le spiagge, ma anche di poter accogliere, accompagnare e integrarsi».

Il Papa a un giornalista francese: “Voi avete introdotto leggi a sostegno della famiglia”

Tornando sul tema del diritto a migrare e a non migrare, il pontefice ha detto a un giornalista francese.  «Questa gente – ha detto Francesco riferendosi agli iracheni – non ha nessuno dei due, perché non possono non migrare, non sanno come farlo. E non possono migrare perché il mondo ancora non ha preso coscienza che la migrazione è un diritto umano. L’altra volta mi diceva un sociologo italiano parlando dell’inverno demografico in Italia: entro quarant’anni dovremo “importare” stranieri perché lavorino e paghino le tasse delle nostre pensioni. Voi francesi siete stati più furbi, siete andati avanti di dieci anni con la legge a sostegno della famiglia, il vostro livello di crescita è molto grande. Ma la migrazione la si vive come un’invasione».

La legge della Francia in favore della famiglia

Infatti, per citare il giornali dei Vescovi, Avvenire, «la Francia è un vero “paradiso” per le famiglie con figli e quanto a sostegni economici alla natalità è uno dei posti migliori al mondo per diventare genitori. La prova è anche nei numeri: in Francia il tasso di fecondità è di 1,93 di figli per donna, il dato più vicino al tasso di sostituzione demografica (2,1) di tutto l’Occidente, mentre l’Italia è a 1,3».

“L’accoglienza dei migranti senza integrazione non è umana”

«Ieri ho voluto ricevere dopo la messa, perché lui lo ha chiesto, il papà di Alan Kurdi, questo bambino, che è un simbolo: per questo io ho regalato la scultura alla Fao. È un simbolo che va oltre un bambino morto nella migrazione, un simbolo di civiltà che muoiono, che non possono sopravvivere, un simbolo di umanità. Servono urgenti misure perché la gente abbia lavoro nei propri Paesi e non debba migrare. E poi misure per custodire il diritto di migrazione. È vero che ogni Paese deve studiare bene la capacità di ricevere, perché non è soltanto la capacità di ricevere e lasciarli sulla spiaggia. È riceverli, accompagnarli, farli progredire e integrarli. L’integrazione dei migranti è la chiave».

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