Palamara convocato in tutta fretta dal Csm. Richiesta corale di un’audizione pubblica

mercoledì 24 Marzo 17:37 - di Paolo Lami

Il Csm convoca in tutta fretta Luca Palamara, l’ex-pm romano ed ex-segretario dell’Anm che, intercettato dalla magistratura di Perugia, competente per i reati compiuti dai magistrati capitolini, ha messo a nudo tutte le contraddizioni della magistratura provocando un terremoto senza precedenti.

La convocazione, oggi per domani, di Palamara da parte della 1ª Commissione del Csm – quella che si occupa di – lascia immaginare sviluppi nella vicenda che ha scosso la magistratura italiana in questi mesi.

Massimo il riserbo sull’oggetto della convocazione. Non si sa cosa intendano chiedere gli ex-colleghi a Palamara. Che, da quando è emersa la sua vicenda, ha dato la stura a tutta una serie di imbarazzanti rivelazioni, aiutato in questo anche dal libro-intervista scritto a quattro mani con il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, provocando il mal di fegato a non poche toghe.

E ora sono in molti a chiedere che l’audizione di Palamara in Prima Commissione venga resa pubblica.

“La convocazione frettolosa di Palamara da parte del Csm per un’audizione di cui non si conoscerà il contenuto è il sintomo più evidente di come la magistratura italiana non abbia compreso il proprio vertiginoso crollo in termini di credibilità – dice Carolina Varchi, deputato di Fdi e capogruppo in Commissione Giustizia. – Il Csm renda pubblica l’audizione, dimostrando così di voler scardinare l’intero sistema non nascondendosi dietro la singola figura di Palamara il quale, ancorché chiamato a rispondere di fatti gravi, era solo un ingranaggio di un più grande meccanismo”.

”È necessaria – dice la Varchi – una corale assunzione di responsabilità per restituire prestigio alla magistratura italiana”.

Sulla stessa linea i radicali. “Oggi per domani il dottor Luca Palamara è stato convocato dalla Prima Commissione del Csm per essere audito. Non si conosce il motivo, né l’oggetto dell’audizione – scrive, in una nota, il Partito radicale. – Come da regolamento del Csm l’audizione sarà riservata, niente mezzi di informazione, niente pubblico, niente registrazione”.

“Siamo nell’anno domini 2021, quest’idea che alcuni pezzi di giustizia, come accade in udienza preliminare nel processo penale, debbano essere sottratti alla conoscenza, alla pubblicità, alla trasparenza e rimanere nelle segrete stanze abitate da chierici e mandarini deve essere superata, appartiene a mondi che non esistono più – ammonisce il Partito radicale – Anche la magistratura se ne deve rendere conto per non essere sempre più lontana dal mondo reale e chiusa nelle proprie torri di avorio“.

“Per domani – conclude la nota – chiediamo ai membri della Prima Commissione del Csm di superare la clausura dei loro lavori. Per il futuro ci attiveremo per rendere pubblico, con legge, ogni anfratto della giustizia che viene amministrata in nome del popolo italiano“.

 

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