«Non ti vergogni?» La Taverna umiliata sui vaccini da Roncone a “L’aria che tira” (video)

mercoledì 10 Marzo 12:24 - di Federica Argento
Vaccini Taverna

Polemico ‘botta e risposta’ a ‘L’aria che tira‘ su La7, protagonisti il giornalista del ‘Corriere della sera’ Fabrizio Roncone e la parlamentare cinquestelle Paola Taverna. Come non rinfacciare alla Taverna la sua incoerenza in fatto di vaccini? Da posizioni no vax passata agli appelli alla vaccinazione contro il Covid è tanta roba. Dall’altro lato la grillina ha ribaltato la questione con l’accusa di strumentalizzare le posizioni del M5s da parte della stampa. “Si vergogni lei”.

Roncone alla Taverna: “Lei era accanita no-vax”

Il giornalista è andato giù duro: “Mi chiedevo se provi un poco di vergogna nel ricordare le parole che lei usava nei confronti dei vaccini da accanita sostenitrice No Vax: ha cambiato idea? Lei era una delle più accanite sostenitrice dei no-Vax”.  La ruvidezza della Taverna è cosa ben nota, per cui la replica è diretta: “Abbia l’accortezza anche lei di provare un po’ di vergogna per come la stampa ha strumentalizzato quella frase. Ho un disegno di legge per informare la popolazione sui vaccini, piuttosto che obbligarla. Questa è la posizione politica che ho sempre sostenuto fin dall’inizio, c’è un testo di legge che dimostra la mia buonafede”. La memoria fa difetto alla Taverna e tenta di camuffare la sua ex posizione sui vaccini. Fu l’ennesima capriola dei grillini.

La Taverna tenta di minimizzare

Ripeti tante volto lo stesso concetto e la gente crederà che sia vero. Le regole della propaganda grillina. Interviene anche la conduttrice del programma, Myrta Merlino, chiedendo a Taverna a bruciapelo: “Oggi, per lei, i vaccini vanno fatti senza se e senza ma?”. La risposta è  stata la medesima: “Oggi i vaccini, in questa fase, sono indispensabili. Specialmente nel rispetto di chi non ha potuto farlo”, risponde la Taverna. Ma ribadisce “che è sempre stata questa la mia posizione. Io dico che i vaccini vanno fatti e che le persone vanno informate sulla loro importanza e sulle politiche sanitarie da affrontare in questo Paese”.  Dice una non verità, perché anche la stessa Taverna riconobbe di avere mutato posizione sul tema. Ricordarlo forse la imbarazza ancora.

 

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