Meloni: «Speravo che Draghi abolisse quell’idiozia del cashback. Il cambio di passo non c’è stato»

martedì 30 Marzo 20:15 - di Federica Parbuoni
meloni cashback

Dall’emergenza Covid si esce con «provvedimenti sensati». Ma ad oggi, da parte del governo Draghi, è mancato quel «cambio di passo» che gli italiani si aspettavano. Giorgia Meloni è tornata ad analizzare la situazione dell’Italia alle prese con la pandemia in un’intervista al Tg2. E, a un mese e mezzo dall’insediamento del nuovo esecutivo, non ha potuto che constatare che poco o nulla è cambiato, a partire dalla mancata abolizione del cashback. «Come moltissimi italiani – ha sottolineato la leader di FdI – io speravo in un cambio di passo. Mi pare che dalle materie dalla lotta alla pandemia fino a quelle economiche, al netto della indiscutibile sostituzione di Arcuri, di novità non ce ne siano state in questi mesi».

Meloni: «Il cashback è un’idiozia da abolire»

Meloni quindi ha ricordato che «speravo che almeno Draghi scegliesse di abolire quell’idiozia del cashback. E prendere cinque miliardi che si stanno buttando per metterli sul sostegno alle imprese che chiudono». Invece, allo stato attuale, anche su questo fronte nulla si è mosso. La leader di FdI, tra l’altro, oggi ha affrontato il tema anche con Enrico Letta, che ha ricevuto nei suoi uffici a Montecitorio nell’ottica di un confronto costruttivo tra FdI, unico partito di opposizione, e Pd, partito che «oggi incide in maniera molto rilevante nel governo e nella maggioranza».

La necessità di «provvedimenti sensati»

La leader di FdI, quindi, ha chiarito che dall’emergenza causata dal Covid «si esce con provvedimenti sensati». «Non si può continuare a chiudere i ristoranti o le palestre quando – ha ribadito – i mezzi pubblici sono pieni di gente». Anche «le risposte economiche come quelle sulle cartelle esattoriali non sono sensate», ha proseguito la leader di FdI, che oggi con il suo partito è stata in piazza per affermare «il principio che “se mi chiudi non mi chiedi”». «Si devono bloccare tutti i pagamenti alle attività che sono state chiuse per decreto. Altrimenti si massacra la nostra economia», ha avvertito Meloni.

I vaccini? «L’Ue è incapace o prona a certi interessi»

Poi un passaggio sugli accordi europei con le case farmaceutiche. «Quello che conosciamo dei contratti pieni di omissis è che nessun vincolo è stato dato alle case farmaceutiche. In quei contratti – ha sottolineato – c’è scritto che come corrispettivo dei milioni di euro che stanno prendendo, le case farmaceutiche hanno come obbligo quello di fare del loro meglio. Questo – ha concluso Meloni – configura come sempre l’Unione europea incapace nella migliore delle ipotesi e nella peggiore totalmente prona agli interessi delle grandi concentrazioni economiche».

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