Meloni boccia le prime mosse di Draghi: “Sembra Conte, cacciare Arcuri era il minimo sindacale”

mercoledì 3 Marzo 8:20 - di Luisa Perri
Meloni su Draghi

“Accolgo il segnale positivo e ribadisco che saremo a disposizione con le nostre proposte. Ma per ora nei contenuti quello che Draghi sta facendo mi sembra molto simile a quello che faceva Conte. A partire dall’ennesimo Dpcm che tutti speravamo di non vedere più. La discontinuità non è una semplice nomina, si vede nei fatti”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera Giorgia Meloni.

La leader di FdI al Corriere della Sera

La leader di Fratelli d’Italia plaude alla sostituzione di Domenico Arcuri, ma lo definisce il “minimo sindacale”. Ricorda infatti che “è stata tra le prime cose che ho chiesto al capo del governo. Noi mandammo subito a Draghi documenti e dossier sull’opacità e i disservizi della gestione commissariale, che ha avuto punte surreali come sul caso delle mascherine ma anche con lo scandalo dei padiglioni vaccinali con i fiori, che giustamente Draghi ha bocciato. Benissimo, ma è il minimo sindacale”.

Meloni sulle prime nomine di Draghi

“So che ci vuole tempo, e apprezzo che qualche passo si sia compiuto”, prosegue la leader di Fratelli d’Italia, che riguardo le nomine del nuovo capo della Protezione Civile Curcio e di quello per l’emergenza, il generale Figliuolo, di Gabrielli ai servizi, afferma che “la provenienza non è di per sé garanzia di successo per ruoli così delicati, ma le persone scelte sono certamente di assoluta rilevanza nel proprio campo e siamo a loro disposizione. Speriamo possano rompere finalmente i ponti col passato”.

“Finché c’è gente come Speranza dov’è il cambio?”

“Vedo ancora segnali preoccupanti – dice ancora la Meloni a Paola Di Caro del Corriere – Agire ancora con Dpcm come si è appena fatto anziché coinvolgere il Parlamento è il contrario di ciò che ci aspettavamo. Ormai l’emergenza dopo un anno è diventata quasi normalità. Bisogna tornare alle procedure ordinarie in democrazia. È presto, ma nei fatti per ora, domina la continuità con le politiche di Conte. D’altronde se si confermano ministri del precedente governo in posti chiave, come Speranza alla Salute, che scarto ci si può attendere?”

“Mi aspetto anche la trasparenza sui dati del Cts”

“Mi aspettavo e mi aspetto ancora che si cambi la politica surreale delle chiusure a cena dei ristoranti aperti a pranzo mentre si consente che gli anziani si accalchino in file vergognose per il vaccino anziché prevedere un servizio efficiente a domicilio, visto che sono la categoria più fragile e colpita. Inoltre, che si affronti il tema che poniamo da un anno dei mezzi pubblici strapieni, vero vettore di contagio, altro che le palestre”. E ancora la Meloni chiede “trasparenza sui dati del Cts, che limitano le libertà individuali. E che si cambi quello che non ha funzionato, visto che dopo un anno stiamo ancora in emergenza come nel marzo scorso”.

Per Meloni bisogna abolire il cashback e pensare ai ristori

Quanto ai ristori, afferma, “non è possibile continuare a calcolarli sui codici Ateco e non sulla perdita del fatturato: Draghi, che è un grande economista, queste cose le sa bene, è il suo campo, non può sbagliare. Su questi temi mi aspetto discontinuità. Sono sicura – aggiunge – che una forma di coordinamento del centrodestra sarebbe utile all’opposizione come a chi del centrodestra è in maggioranza, perché assieme si può agire, noi con la libertà di chi non ha vincoli di maggioranza e loro con il ruolo di chi è dentro. Infatti avevo proposto un intergruppo del centrodestra proprio per contrastare il peso che la vecchia maggioranza ha nel governo. Ci sono stati fatti un po’, diciamo così, ‘curiosi’ – conclude la Meloni – come sulla riforma della prescrizione: ci dispiace che il centrodestra e anche Renzi, visto che era sulla nostra posizione, abbiano deciso di bocciare il nostro emendamento per sospendere gli effetti della norma Bonafede. Così pure mi ha un po’ colpito che siano stati tutti compatti a non voler calendarizzare subito quella che era la mozione unitaria del centrodestra per abolire il rimborso del cashback e destinare i 5 miliardi previsti ai ristori. Ecco, non vorrei che così facendo i partiti del centrodestra finissero per subire un po’ troppo la linea altrui… Ma siamo ancora agli inizi. Non perdo la fiducia”.

 

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