Ius soli, il primo passo falso di Letta. Cirinnà litiga con Bernini. Meloni infierisce: io penso agli italiani

domenica 14 Marzo 19:18 - di Riccardo Angelini

Ius soli da rilanciare. Secondo lui, Enrico Letta appena diventato nuovo leader del Pd, è una battaglia di civiltà. Ma quell’accenno, nel suo discorso programmatico da segretario, è stato improvvido. Di più: ha creato un disastro. Inserendo un tema divisivo nel dibattito pubblico mentre solo da poche settimane il Pd fa parte di un governo di unità nazionale che vede al suo interno anche parte del centrodestra. Un centrodestra notoriamente allergico a sentire parlare di ius soli. 

Meloni: italiani in ginocchio e il Pd di Letta a che pensa?

Poi, c’è la questione di opportunità. A poche ore dalle restrizioni che incombono su quasi tutte le regioni e che metteranno definitivamente in crisi categorie di lavoratori già duramente provate, che senso aveva quell’accenno allo ius soli? Lo sottolinea Giorgia Meloni: “Italiani in ginocchio, famiglie e imprese spaventati ma la priorità di Enrico Letta e del Pd è lo IUS SOLI. Poi ci chiedono perché Fratelli d’Italia non governa con questa gente…”.

Anche Zingaretti voleva rilanciare lo ius soli

Con una sola frase Letta ha ottenuto due risultati: creare un presupposto di instabilità nella maggioranza e dare adito alle critiche di chi vede il Pd totalmente scollegato dalla realtà. Tra l’altro non si tratta di una grossa novità: nel novembre del 2019 anche Zingaretti aveva rilanciato il tema dello ius soli. Mai entrato però nell’agenda del governo Conte. Figuriamoci se Mario Draghi potrà dare ascolto alle sollecitazioni in tal senso di Enrico Letta.

Ius soli, la lite Bernini-Cirinnà

Anche da Forza Italia, con Anna Maria Bernini, si sottolinea il passo falso di Letta: “Voler rilanciare lo ius soli durante il governo Draghi è a mio parere un errore: questa è infatti una larga maggioranza del tutto eccezionale, e ogni forza politica è stata chiamata a fare un passo indietro rispetto alle sue bandiere identitarie per farne invece uno in avanti nell’esclusivo interesse del Paese, che in questa drammatica crisi è uno e uno solo: l’uscita prima possibile dal tunnel della pandemia”.

Non ci sta Monica Cirinnà, che non si tira mai indietro quando c’è da fare la pasionaria. E così replica ad Anna Maria Bernini: “Ricordo alla collega l’autonomia del Parlamento e che i diritti sono al centro di ogni politica voglia abolire le disuguaglianze sociali”.

 

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