Le priorità di Letta: ius soli e voto ai sedicenni. Salvini: che cavolata. FdI: meglio i cervelli in fuga…

14 Mar 2021 17:42 - di Adele Sirocchi
Letta ius soli

Enrico Letta è il nuovo segretario del Pd. Lo hanno eletto con 860 voti a favore (2 i no e 4 gli astenuti). Letta si è dato alcune priorità: lavoro, donne, giovani. E ha affermato di voler rilanciare il voto ai sedicenni e lo Ius Soli.

Letta: il Pd è diventato il partito della Ztl. Rilancia sullo ius soli

Uno dei passaggi più decisi dell’intervento in Assemblea è stato quello sul Pd che “deve essere un partito di prossimità. Siamo diventati il partito della Ztl. Il territorio sarà il nostro campo da gioco”. Anche nella parte più politica del suo discorso, il segretario non ha usato metafore. Del resto, ha premesso, “non sono qui per un patto segreto”.

Letta: voglio parlare con tutti, anche con Renzi

Così ha sottolineato il fatto che per lui “la coalizione è fondamentale, ad aprirsi ci si guadagna sempre”. Il leader dem ha citato le vittorie di Romano Prodi, l’Ulivo, per poi scandire: “Dobbiamo costruire un nuovo centrosinistra con la nostra iniziativa e leadership”. In questo quadro l’annuncio di voler parlare con tutte le forze di centrosinistra: “Speranza, Bonino, Calenda, Matteo Renzi, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni”. E il M5s? “Dobbiamo incontrare il M5s guidato da Conte con rispetto e attenzione”, ha spiegato.

L’affondo contro le correnti

Ultimo ‘affondo’, quello contro le correnti (“un partito con le correnti non funziona”) e sulle primarie: “Dietro questo dibattito vedo un non detto, teniamo in vita il più a lungo possibile il governo Draghi perché così siamo ancora al potere, perché tanto è scritto che alla prossime politiche con questa destra noi perdiamo. Ma non è così. Io non ho lasciato la mia vita precedente per guidarvi a una sconfitta, vinceremo”.

La sindrome delle poltrone

Non ha glissato sulla sindrome da poltrona nel partito (“dopo le elezioni eravamo all’opposizione, che ci stava rigenerando, perché l’opposizione è democrazia”). Per poi sintetizzare: “Se diventiamo il partito del potere moriamo”. Letta ha quindi sintonizzato il partito sull’agenda Draghi: “E’ il nostro governo, è la Lega che deve spiegare, non noi”.

Ius soli, Matteo Salvini: una cavolata. Lollobrigida: meglio se Letta stava all’estero

Matteo Salvini ha subito commentato il passaggio sullo ius soli: “Letta e il Pd vogliono rilanciare lo Ius Soli, la cittadinanza facile per gli immigrati? Eh, buonanotte… Se torna da Parigi e parte così, parte male. Risolviamo i mille problemi che hanno gli Italiani e gli stranieri regolari in questo momento, non perdiamo tempo in cavolate”. Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia, batte sullo stesso tasto: “La prima proposta di Letta per aiutare gli italiani è lo ius soli per gli immigrati. Delle volte è meglio lasciare all’estero i cervelli in fuga!”. Critiche all’ipotesi di rilanciare lo ius soli anche da Forza Italia, che giudica un errore quel passaggio di Enrico Letta. Mentre la leader del partito Giorgia Meloni non interviene nella polemica ma augura “buon lavoro” al neo segretario dem: “Fratelli d’Italia è e rimarrà una forza politica alternativa alla sinistra ma il rispetto per l’avversario costituirà sempre uno dei capisaldi del nostro impegno”.

 

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