Il vaccino italiano ReiThera verso la fase 2. “Efficace e ben tollerato”. La sperimentazione prosegue

mercoledì 17 Marzo 17:04 - di Elsa Corsini

A che punto è la sperimentazione del vaccino italiano della ReiThera? Il direttore del reparto di Malattie Infettive del policlinico di Palermo Antonio Cascio fotografa lo stato dell’arte in un’intervista al Giornale. Il policlinico palermitano, infatti, partecipa agli studi di seconda e terza fase sul vaccino della società biotecnologica italiana ReiThera. In collaborazione con l’istituto “Spallanzani”.

Il vaccino italiano ReiThera ha superato la fase 1

“Si è conclusa lo scorso gennaio la Fase 1 della sperimentazione, partita ad agosto 2020”, racconta il medico. E i primi risultati sono incoraggianti. “I dati hanno dimostrato non solo che il vaccino è stato ben tollerato. Ma che è stato immunogenico. L’organismo in cui è stato inoculato, cioè ha prodotto sia anticorpi che linfociti T”. Un’ottima notizia. L’auspicabile commercializzazione e somministrazione del vaccino made in Italy produrrà benefici economici e di immagine. “Sarà una garanzia in termini di logistica e di approvvigionamento”, sottolinea Cascio.

Ora servono 900 volontari per continuare le sperimentazioni

Ora sono corso la Fase 2 e 3, per verificare le reazioni al vaccino di soggetti volontari. “Prevediamo di arruolare 900 persone di entrambi i sessi. E di età superiore ai 18 anni, anche anziani. Che presentino alcune condizioni”.  Non aver contratto in precedenza il coronavirus. Avere condizioni cliniche stabili. Assenze di malattie gravi. Non essere in gravidanza o in allattamento.

“Si prevede che sia compatibile per tutte le fasce di età. Dalla sperimentazione – chiarisce il professore – sono stati esclusi i minorenni e le donne in gravidanza ed in allattamento solo per un fatto di opportunità. Non perché lontanamente si pensi che il vaccino che possa essere pericoloso o non efficace”.

Il siero made in Italy produce la proteina spike

Ma quali sono le caratteristiche proprie di questo vaccino? “Il Reithera, come i vaccini AstraZeneca, Johnson & Johnson e Sputnik, si basa su una piattaforma vaccinale del vettore virale. Che contiene l’informazione genetica per produrre la proteina spike del Sard-CoV-2. Che stimolerà il sistema immunitario”, spiega l’infettivologo. Sono necessarie due inoculazioni a distanza di 21 giorni. Sembrerebbe che già con la prima somministrazione si raggiunga una buona copertura. E si prevede che possa essere adatto per tutte le fasce d’età. Il ReiThera potrebbe anche essere utilizzato come seconda dose di altri vaccini. “Anche se – chiarisce Cascio – si cercherà di evitare l’utilizzo di due vaccini diversi. In tutte le sperimentazioni vengono utilizzate 2 dosi del medesimo vaccino“.

Ultima comunicazione di ‘servizio’. I volontari interessati possono telefonare al numero 091-6554013 (dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 11.00). Oppure inviare una e-mail all’indirizzo mivaccinocolreithera@gmail.com”.

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