Enrico Letta e Conte “leader” fanno sognare il Quirinale a Prodi (e spaventano Renzi)

venerdì 12 Marzo 16:18 - di Giacomo Fabi
Prodi

Se Matteo Renzi crede negli astri, non può che provare un fremito di preoccupazione nell’assistere al prodigioso allineamento di tre nomi a lui ostili: Romano Prodi, Enrico Letta e Giuseppe Conte. Tutti uniti dall’identica condizione di “vittime” dell’iper-machiavellismo del senatore di Rignano. Al primo ancora brucia la mancata elezione al Quirinale nel 2013, agli altri due il traumatico sfratto da Palazzo Chigi. Sembravano irrimediabilmente fuori dai giochi, e invece eccoli qui in via di allineamento per uno di quegli imprevedibili scherzi del destino. A breve Conte assumerà la guida del M5S mentre già domani Letta riceverà dall’assemblea del Pd la corona del reggente.

Anche Prodi fu vittima del leader di Iv

Il Professore bolognese, invece, lo troviamo dietro le quinte. Anzi – a dar retta a Repubblica e al Foglio – dall’altra parte del telefono, ora in conversazione con il “l’amico Enrico” ora con il “caro Giuseppe“. A entrambi Prodi dispensa consigli e avvertenze. Soprattutto a Letta, inoltratosi a suo rischio e pericolo in quel nido di vipere rappresentato dalle correnti Pd. Ma l’imperativo è salvare il partito, così come sostenere Draghi. Resta, invece, ancora sullo sfondo la sfida prossima ventura del Quirinale. L’unica, tuttavia, che interessi veramente Prodi e che dà senso alla sua presenza nel trio in via di fatale allineamento. Dovesse realmente verificarsi (ma è nelle cose), complicherebbe di molto la vita a Renzi.

Centrosinistra in perenne fibrillazione

Alla lunga, infatti, Italia Viva non potrebbe resistere più di tanto alla pregiudiziale ad hominem calata nei suoi confronti da 5Stelle, Pd e Leu, cui si aggiungerebbe quella politica di Calenda. In pratica, non troverebbe nel centrosinistra neppure un interlocutore. La sua agibilità si ridurrebbe praticamente a zero. Né, ammesso che ne avesse voglia, gli riuscirebbe di scaricare le tensioni sul governo. La maggioranza è talmente ampia che nessuno è determinante per la sua sopravvivenza. Insomma, la “congiunzione astrale” tra Prodi, Letta e Conte promette di far male a Renzi e di riservare nuovi colpi di scena nell’ultimo scorcio di legislatura. Soprattutto quando all’ordine del giorno arriverà la successione di Mattarella. La “pratica Quirinale”, si sa, si nutre anche di imboscate e di vendette. Una corazza servirà anche a Draghi.

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