Due casi di variante indiana a Firenze. In ospedale infermiera già vaccinata con due dosi di Pfizer

venerdì 12 Marzo 13:16 - di Francesco Severini
variante indiana

A Firenze allarme per due casi di infezioni da Covid legati alla variante indiana. Una nuova mutazione del virus che si aggiunge alle altre che già preoccupano in questa fase il Paese. Ad essere colpita – riferisce Rainews – un’infermiera già vaccinata con due dosi Pzifer, immunodepressa. La donna si è ammalata fino al ricovero in ospedale ora è guarita.

Due i casi di variante indiana a Firenze

In ospedale anche un uomo, non vaccinato, ricoverato all’ospedale fiorentino di Ponte a Niccheri. Tra i due, secondo quanto precisato, non si è mai verificato nessun contatto.  Ad oggi sono 350 i casi segnalati nel mondo.

La variante resiste ai vaccini

Il problema è che la variante indiana resiste ai vaccini. “Gli attuali vaccini – dice Pietro Dattolo, presidente dell’Ordine dei medici di Firenze –  purtroppo sembrano non siano in grado di bloccarla. Le prove di laboratorio hanno dimostrato come gli anticorpi neutralizzanti che si formano dopo la vaccinazione non riescono ad offrire protezione contro questa particolare variante”.

L’infettivologo: non corriamo dietro ai fantasmi delle varianti

“In questo momento non dobbiamo correre dietro ai ‘fantasmi’ delle varianti, il caso di quella ‘indiana’ scoperto a Firenze non deve farci andare nel panico. Non è come la brasiliana, anche se ha una mutazione (N440K) collocata in una posizione che va studiata”. Lo spiega all’Adnkronos Salute Francesco Menichetti, primario di Malattie infettive all’ospedale di Pisa. “Ad oggi in letteratura scientifica sono stati segnalati 350 casi nel mondo per questa variante – precisa il virologo – la mutazione che caratterizza questa variante è collocata nella sequenza di aminoacidi che riguarda il dominio legante recettore, in una posizione molto delicata che può potenzialmente alterare la proteina ‘spike’. Quando si altera questa conformazione l’efficaca dei vaccini può ridursi. Ma occorre indagare meglio”.

Serve un monitoraggio sistematico

Secondo Menichetti, “sulle varianti dobbiamo capire che non serve portarle alla ribalta per 5 minuti, ma passare da questo fenomeno mediatico a identificarle con un sistema serio di monitoraggio sistematico“. Il processo di conoscenza delle varianti “è fondamentale per modificare i vaccini a mRna, già Moderna ha annunciato una nuova versione del suo vaccino”.

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