Covid? Vaccini? Ristori? No, canne libere per tutti in cima al programma politico delle Sardine

venerdì 19 Marzo 15:34 - di Monica Pucci

Nell’Italia del Covid, in ginocchio per la pandemia, i morti, i contagi e i lockdown che hanno costretto alla chiusura migliaia di attività produttive, c’è chi pensa allo Ius Soli, come il Pd, e chi invece indica le canne libere come priorità: trattasi delle Sardine, che non a caso, su queste due clamorose emergenze nazionali, potrebbero costruire la loro alleanza politico-elettorale.

L’appello della Sardine al Parlamento: cannabis (e canne) libere

Vogliono che l’Italia diventi come il Messico, non a caso nazione particolarmente “esperta” di sostanze stupefacenti. “Abbiamo lanciato un appello al presidente, Mario Perantoni, e ai membri della commissione Giustizia della Camera di Deputati per approvare la proposta di legge C.2307 (Magi e altri) che decriminalizza la coltivazione domestica di cannabis”. Lo fanno sapere le Sardine, per voce di Mattia Santori, sottolineando come “le conseguenze concrete sarebbero tantissime: consentire ai consumatori di non rivolgersi alla criminalità, liberare forze dell’ordine e tribunali da inutili procedimenti, separare il mercato della cannabis dalla altre sostanze stupefacenti e permettere anche a chi non riesce a ottenere la terapeutica di potersi curare”. “Si tratta dell’unica occasione concreta che abbiamo in questa Legislatura per fare un passo in avanti – spiegano dal movimento di opposizione al sovranismo  .

Si può perfino firmare per la “coltivazione libera…”

Le Sardine invitano tutti gli aspiranti coltivatori di cannabis a firmare “l’appello al Presidente e a tutti i membri della commissione giustizia della Camera dei Deputati, su https://iocoltivo.eu/un-passo-alla-svolta/”.

La replica arriva dalla Lega: “Personalmente credo che le Sardine e i loro amici dovrebbero farsi un giro in una comunità di recupero prima di parlare, facciano tutti i proclami che vogliono, ma la droga è morte”. Lo dice all’AdnKronos il senatore della Lega, Simone Pillon, commentando con queste parole l’appello del movimento delle Sardine. “Qualcuno vorrebbe chiudere i nostri ragazzi nei cessi a fumare canne per non disturbare il manovratore – accusa il vicepresidente della Commissione Infanzia e adolescenza del Senato – . Io preferisco che possano studiare, partecipare alla vita del nostro Paese, e divertirsi in modo sano senza assumere porcherie”.

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