Conte nel Vietnam del M5s, ultimatum dai big: «Se blindi i 2 mandati il partito te lo fai da solo»

sabato 27 Marzo 17:37 - di Chiara Volpi
M5s ultimatum dei big a Conte

Nel Vietnam del M5s, arriva l’ultimatum dei big a Conte: «Se blindi i 2 mandati il partito te lo fai da solo». La rabbia esplode in chat. E si formalizza in un’ingiunzione perentoria che i big del Movimento indirizzano a Conte. Il sospetto di una ennesima ribellione in seno al movimento strisciava insistentemente già ieri. Quando il vincolo del doppio mandato, confermato da Beppe Grillo nella riunione con i parlamentari M5S, da fonti autorevoli è trapelato, forte e chiaro, il messaggio: l’ultima decisione del padre nobile dei grillini «è una scelta che espone Conte al fuoco incrociato. Adesso o Conte smentisce Grillo o avrà contro i parlamentari al secondo mandato per due anni». Del resto, non è un caso se, proprio ieri, presentando la proposta risultata indigesta ai suoi, grillo aveva esordito: Benvenuti in Vietnam.

Vietnam M5s: ultimatum dei big a Conte

Le parole di Beppe Grillo sulla regola dei due mandati, blindata dal garante pentastellato in quanto «pilastro» del M5S, hanno scatenato un terremoto all’interno del Movimento 5 Stelle. Sul piede di guerra molti big pentastellati al secondo mandato, che speravano in una deroga al regolamento per non interrompere anzitempo la loro carriera politica. E che ora minacciano di fare la rivoluzione qualora Giuseppe Conte dovesse confermare il diktat di Grillo. Una mossa che rischia di ritorcersi contro il M5s come un boomerang. In chat, infatti, dal minuto dopo la ferrea comunicazione, serpeggia il malcontento. Che poi, di ora in ora, si istituzionalizza in aperto dissenso.

M5s, faida interna dall’ultimo diktat di Grillo all’ultimatum a Conte

E anima l’ultima faida interna, che scuote i parlamentari pentastellati, sul piede di guerra dopo le parole di Grillo. Parole che, a quanto apprende l’Adnkronos, avrebbero mandato su tutte le furie molti big del Movimento. Che mobilitatesi in chat interne per dar sfogo all’irritazione, hanno subito serrato i ranghi preparandosi alla controffensiva. Culminata nel giro di breve in un ultimatum che ha più della minaccia, che della replica mirata a contrattare: «Adesso o Conte smentisce Grillo o avrà contro i parlamentari al secondo mandato per due anni».

Conte tra due fuochi: quello di Grillo e dei parlamentari

Ora Conte è tra due fuochi. Circondato, da un lato dal garante del Movimento che, pur avendo fornito rassicurazioni («non abbandoneremo chi finisce il secondo mandato», ha sottolineato ieri), sembra sembra comunque orientato a non retrocedere dalla sua posizione. Tanto che, ancora in queste ore Grillo va ripetendo: «Già stiamo cambiando troppe cose. Questo è un pilastro e non si cambia». Dall’altro Conte si ritrova nel mirino del fuoco amico innescato dai big del Movimento, decisi a scatenare un Vietnam sulla questione. Ed è proprio nella giungla del caos a 5S che l’ex premier prova a raccapezzarsi, in cerca di una bussola e di una direzione verso l’impossibile: coniugare i due diktat.

La rabbia esplode nelle chat e nei “caminetti” riservati

In alcune chat e nei “caminetti” riservati cresce il malcontento di ora in ora. Insomma: l’ex premier non è stato ancora incoronato come “capo”, ma deve già fronteggiare il possibile ammutinamento dei pezzi da novanta del M5S. I quali, minacciano di chiudere i rubinetti del finanziamento sulla scia di quanto già accaduto con la piattaforma Rousseau. «Blindare i 2 mandati ora – prova a ragionare un big pentastellato – è una scelta suicida. Si tratta in pratica di mandare al macero chi dovrebbe sovvenzionare il “nuovo” Movimento. Se Conte avalla la scelta di Grillo, il partito se lo fa da solo».

M5s, la partita si gioca su due tavoli

Già, perché la partita del Movimento si sta giocando su due tavoli. E infatti, mentre Conte e Grillo provano a comporre “amichevolmente” la frattura con l’Associazione Rousseau di Davide Casaleggio, il M5S sta creando le condizioni per raggiungere una propria autonomia finanziaria. E allora, riferisce l’Adnkronos, il tesoriere Claudio Cominardi ha aperto un conto corrente, dove confluiranno i versamenti dei parlamentari (nei giorni scorsi si è parlato di 3mila euro a testa) per sostenere il progetto rifondativo di Conte. Peccato che la bomba sganciata da Grillo in assemblea rischi di complicare maledettamente i piani dell’avvocato del popolo…

M5s, deputati e senatori iniziano a contarsi

Nel frattempo deputati e senatori iniziano a contarsi, dando vita ad associazioni e gruppi tematici: l’obiettivo è per acquisire potere contrattuale in vista dell’approdo di Conte alla guida dal M5S. È il caso di Italia Più 2050 (promossa, tra gli altri, dai sottosegretari Dalila Nesci e Carlo Sibilia) e del neonato gruppo Innovare, attorno al quale gravitano per lo più eletti alla prima legislatura vicini a Rousseau. E contrari all’abolizione del tetto dei 2 mandati. Ma non si tratta delle uniche iniziative in campo.

M5s balcanizzato: tra le correnti prende corpo una maggioranza «trasversale e ibrida»

E così, a quanto apprende sempre l’Adnkronos, nel nuovo M5S balcanizzato che ha “scoperto” le correnti, prende corpo una nuova area che per ora lavora a fari spenti: una maggioranza silenziosa, «trasversale e ibrida». Un nutrito gruppo di parlamentari che punta a essere determinante in Parlamento e a influenzare le politiche del Movimento, nonché i rapporti col governo. In prima linea, non a caso, ci sarebbero alcuni presidenti di Commissione, come Filippo Gallinella e Gianluca Rizzo.

Conte in cerca di un compromesso impossibile

Insomma, mentre si studia un compromesso impossibile verso regole più morbide per le candidature, Conte prova tessere la tela del “suo” Movimento. Ma il terreno è impervio e disseminato di insidie e ostacoli. Uno si chiama Rousseau. L’altro è rappresentato proprio dal tema dei 2 mandati. Due bombe sul punto di esplodere. E la guerra è solo all’inizio...

 

 

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