Virologi in tv: la Francia ha detto basta. Da noi parlano, come Galli, e poi l’ospedale li smentisce

giovedì 18 Febbraio 16:19 - di Adele Sirocchi
Galli

Viro0logi in tv: sì o no? Prendiamo il professor Massimo Galli, uno scienziato che ha da sempre sposato la linea rigorista. E da sempre ha accusato per la diffusione del virus i comportamenti scorretti degli italiani. Sicuramente è un esperto, ma è anche sicuro che le sue parole sono sempre state molto ansiogene e allarmistiche. Negli ultimi giorni il professor Galli, primario di Infettivologia al Sacco di Milano, ha sposato la tesi di Walter Ricciardi sulla necessità di un lockdown generale. 

Galli: mi ritrovo il reparto invaso dalle varianti del Covid

Il motivo? La preoccupazione per il diffondersi della variante inglese. «Io – ha detto Galli – mi ritrovo il mio reparto invaso da varianti, riguarda tutta l’Italia e ci fa facilmente prevedere che a breve avremo problemi più seri, questa è la realtà». E ancora: «Quello che posso dire è che dei 20 letti almeno uno su tre ormai è occupato da contagiati di una variante. Non ho ancora dati precisi, ma possiamo ipotizzare si tratti di quella inglese. Per ora non abbiamo evidenza di altri ceppi».

L’ospedale Sacco smentisce Galli

Ma è lo stesso ospedale Sacco a smentire il professor Galli: «Tali affermazioni al momento attuale non rappresentano la reale situazione epidemiologica all’interno del Presidio». Su un totale di 314 positivi ricoverati al Sacco dal 31 dicembre al 4 febbraio, infatti, appena 6 campioni sequenziati su 50 sono risultati affetti dalla variante inglese. In realtà, precisa la direzione milanese, «le percentuali di varianti identificate (verificate secondo le indicazioni del ministero della Salute e dall’Iss o su controlli a campione) sono in linea con la media nazionale ed inferiori alla media regionale».

Virologi in tv: l’esempio francese

Forse allora quell’invito risuonato nell’aula del Senato per bocca di Matteo Salvini (“Basta virologi in tv”) non è poi così assurdo, né ingiustificato.  Occorre guardare all’esempio francese, dove i virologi in tv non ci vanno più. A metà gennaio in Francia è avvenuto un episodio simile a quanto avvenuto da noi con l’uaspicio di un lockdown rigido da parte di Ricciardi. “Un’intervista di uno dei virologi – racconta Today.it – che preannunciava le chiusure non sembrò opportuna a Macron, e lo scienziato fu costretto nei giorni scorsi a rivedere le sue affermazioni. Così è mutata la strategia: meno annunci, e solo a cose fatte, dopo aver adeguatamente e completamente informato di ogni cosa l’Eliseo”.

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