Una via ad Almirante a Zevio e a Verona. Il prefetto dice no: è divisiva, ci sarebbero disordini

lunedì 1 Febbraio 16:34 - di Francesco Severini
Almirante

Non si può intitolare una via a Giorgio Almirante. Si rischiano disordini e si dividerebbe la comunità civica. Questa la posizione del prefetto di Verona Donato Cafagna che ha dato il suo parere negativo alla intitolazione di due vie al leader del Msi, scomparso nel 1988. Eppure si tratta di una decisione democraticamente votata dai consigli comunali di Verona e della cittadina di Zevio.

La nota del prefetto alla cittadina di Zevio 

La nota del prefetto per ora è arrivata solo a Zevio. Il prefetto ritiene che dedicare una strada ad Almirante possa «costituire motivo di divisione nella comunità civica e perciò può essere suscettibile di ingenerare tensioni a livello locale e provinciale, con riflessi anche sull’ordine pubblico». Il prefetto Cafagna invita pertanto l’amministrazione di Zevio a «rivalutare l’intitolazione proposta». Inoltre, si prendono in considerazione le manifestazioni di dissenso già espresse da larga parte del mondo sindacale, dell’associazionismo e della sinistra. Il prefetto ha considerato che «dall’intitolazione possono derivare ricadute negative sulla coesione civile e sociale con potenziali rischi di turbative per l’ordine pubblico». Si pensa ora che lo stesso parere possa essere replicato per la città di Verona. 

Verona, la proposta della via ad Almirante fatta da Ciro Maschio

A Verona la strada ad Almirante è stata deliberata un anno fa. A proporre la via ad Almirante era stato il presidente del consiglio comunale e deputato di Fratelli d’Italia, Ciro Maschio, appoggiato da tutto il centrodestra. L’esponente di FdI ha così commentato su facebook l’ennesimo ostacolo alla via ad Almirante: “Leggo commenti trionfalistici (dei soliti sinistri odiatori locali a caccia di nuove inutili polemiche) su un presunto affossamento di Via Almirante (a Zevio ma secondo loro anche a Verona) da parte del Prefetto. In realtà non mi risulta tecnicamente che sia formalmente chiuso l’iter, e le cose saranno trattate nelle sedi amministrative. Nel frattempo non ci facciamo distrarre dall’odio ideologico degli stalinisti nostrani, e stiamo concentrati sull’emergenza sanitaria ed economica del Covid che è quella che interessa e preoccupa tutti noi e i nostri concittadini”.

Liliana Segre e il marito almirantiano

Contro la strada ad Almirante si era schierata anche la senatrice Liliana Segre. Una presa di posizione che, sempre un anno fa, fu occasione per ricordare a lei e all’opinione pubblica che suo marito, Alfredo Belli Pace, fu un convinto almirantiano. Lo stesso consorte alle elezioni politiche del 3 e 4 giugno 1979 figurava nel cappello di lista dei candidati del Msi della Circoscrizione Milano-Pavia. Una circostanza che la stessa Segre ha confermato.

 

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