U-Mask, il ministero ordina il ritiro delle “mascherine dei vip”. L’azienda: «Inaccettabile»

sabato 20 Febbraio 12:08 - di Luciana Delli Colli
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Via dal mercato, perché prive di una regolare certificazione. Il ministero della Salute ha ordinato il ritiro cautelare dalla vendita delle mascherine U-Mask Model 2, alla luce del fatto che i Nas hanno sequestrato il laboratorio di Bolzano che le aveva certificate come dispositivi medici, poiché «privo di autorizzazione», sottoscritta da un soggetto senza laurea. La ditta, già finita all’attenzione della Procura di Milano e dell’Antitrust, si è detta «esterrefatta» per la decisione e ha annunciato per lunedì la presentazione di nuove analisi. «Il nostro prodotto è sicuro» ha ribadito, chiarendo che si difenderà «in ogni sede».

Il ministero ordina il ritiro urgente delle U-Mask

Il ministero, vista l’assenza di certificazioni del laboratorio, ha sottolineato l’esistenza di un rischio «in termini di sicurezza ed efficacia». E ha chiarito che il provvedimento di ritiro dal mercato ha «carattere di urgenza» alla luce della «emergenza sanitaria in corso» e del «conseguente acuirsi dei rischi». Il dicastero, quindi, ha disposto la cancellazione delle U-Mask Model 2 «dalla banca dati dei dispositivi medici». L’azienda ha ora cinque giorni di tempo per ritirarle dal mercato. Resta comunque fermo il suo diritto a presentare ricorso tanto allo stesso ministero quanto al Tar.

L’inchiesta di Milano e l’intervento dell’Antitrust

I guai per U-Mask sono iniziati dopo la denuncia di una ditta concorrente, che ha fatto scattare l’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Milano e che è finita a sua volta sotto la lente degli inquirenti. L’ipotesi è che le mascherine non siano affatto filtranti come pubblicizzato. Ipotesi sulla quale lavora anche l’Antitrust e che ha come ricaduta il potenziale rischio sanitario che viene da un prodotto che rivendica standard di filtraggio che non avrebbe.

Il sequestro delle mascherine nelle farmacie milanesi

Nell’ambito dell’indagine milanese, che è per frode nell’esercizio commerciale e vede indagato l’amministratore del ramo italiano della società, a fine gennaio, in alcune farmacie cittadine, erano stati anche sequestrati una quindicina di esemplari di U-Mask. Ora si aggiunge la questione delle certificazioni del laboratorio che ha messo il “timbro” di «dispositivo medico» sulle “mascherine dei vip”. Anche il laboratorio, infatti, è finito sotto inchiesta: la Procura di Bolzano indaga per esercizio abusivo della professione.

L’azienda: «Siamo esterrefatti, ci difenderemo»

L’azienda che produce le U-Mask ha subito annunciato che si difenderà «in ogni sede», rivendicando la qualità dei propri prodotti e la trasparenza delle proprie pratiche. E dicendosi «esterrefatta» per la decisione del ministero della Salute. Intanto, ha già annunciato che lunedì presenterà alle autorità «nuove certificazioni di analisi, eseguite da uno dei pochissimi laboratori accreditati Accredia». I risultati dei test, ha anticipato, «confermano una capacità di filtrazione batterica (Bfe) in entrambi i sensi superiore al 99%».

«Le U-Mask sono sicure, presenteremo altre analisi»

La società, inoltre, ha ricordato che anche la rivista Altroconsumo «alcuni giorni fa ha pubblicato suoi autonomi test che confermavano una Bfe al 98%». L’azienda, che ha fatto sapere di aver anche introdotto misure anti contraffazione, ha quindi concluso sottolineando che U-Mask «è un prodotto sicuro; non nuoce in alcun modo alla salute; risponde in pieno alle caratteristiche qualitative e alle norme di legge per cui è stata registrata».

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