Tutta Italia in fascia arancione modello Speranza. Pronto per Draghi un piano su tre opzioni

sabato 20 Febbraio 13:47 - di Bianca Conte
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“Lockdown soft”: è stato ribattezzato anche così il progetto in corso d’opera annunciato poco fa dalle colonne del Corriere della sera. E che punta a tingere l’Italia di arancione scuro. Tre ipotesi per le restrizioni: sospensione delle zone gialle, modello Natale, lockdown totale. Lo scopo è quello di bloccare la preoccupante avanzata delle varianti del Covid e una recrudescenza dell’epidemia tale da far rischiare una vera e propria terza ondata di contagi. Un progetto che desta allarme e che uniforma, estendendolo a tutte le regioni – dunque non solo l’Emilia Romagna, la Campania e il Molise, che il bollettino di ieri ha fatto finire in fascia arancione – il rischio pandemico fin qui circoscritto. Omogeneizzando, nelle enunciazioni e negli interventi, quanto fin qui stabilito per qualche zona in particolare. In compenso, però, la campagna vaccinale procede a rilento e a macchia di leopardo, continuando a impensierire comunque tutti.

Tutta Italia in fascia arancione: ecco dove nasce il progetto del “Lockdown soft”

A quanto riferisce dunque il Corriere in queste ore, ci sarebbe anche la data a corredo della completezza della proposta più importante, che il governo di Mario Draghi e il ministro della Salute Roberto Speranza, dovranno valutare per prendere una decisione. Quella del 25 febbraio: ossia il giorno in cui scade lo stop agli spostamenti tra regioni. O meglio: il d-day in cui l’esecutivo dovrà sciogliere la prognosi. E decidere, eventualmente con un nuovo provvedimento, o per una proroga del divieto. O, al contrario, optare per la libera circolazione in tutto il Belpaese. In entrambi i casi, comunque, la data fissata in calendario è quella del 25 febbraio. Il giorno in cui, dinieghi o concessioni. Conferme o cambi di rotta, si potrà cominciare ad individuare la strategia dell’esecutivo Draghi in materia di lotta all’epidemia.

Le Regioni chiedono di modificare ampiamente il sistema di divisione per fasce

In questo contesto, allora, il messaggio che arriva dalle Regioni è chiaro e inequivocabile. E punta a una modifica del sistema stesso della tavolozza di colori. Una richiesta che potrebbe ufficializzarsi nelle prossime ore, scrive il quotidiano di via Solferino, con un documento da sottoporre allo stesso presidente del Consiglio e ai ministri della Salute Roberto Speranza, e alla titolare del dicastero degli Affari Regionali: Mariastella Gelmini. Alla luce del fatto che, riferisce il Corriere della sera, «tutti chiedono un «cambio di passo» per evitare “continue aperture e chiusure che disorientano i cittadini e penalizzano i titolari delle attività”. Consapevoli che l’allarme degli scienziati dopo il monitoraggio di ieri avrà certamente conseguenze: “Le varianti potrebbero far impennare il numero dei contagi. Rimanete a casa”».

L’opzione prediletta dal ministro Speranza: «Italia in fascia arancione per qualche settimana»

Le proposte in campo sono varie. E partono soprattutto dal bollettino di ieri che ha catapultato Emilia Romagna, Campania e Molise in zona arancione, in virtù dell’evidenza secondo la quale l’indice Rt nazionale sarebbe prossimo all’1. Oltre che di un aumento dei ricoveri in terapia intensiva (+14) che, da giorni ormai, si sono stabilizzati sui duemila. Senza riuscire a scendere da quel gradino limite. E in ascesa da ben tre settimane: come confermato dall’aumento dei casi di contagio e di ricovero. Dati che ieri hanno spostato l’asticella dell’allarme sulle 15.500 infezioni e sulle 353 vittime. Cifre che hanno sbalzare il tasso di positività al 5,2%. Per questo, tra le proposte al vaglio del governo Draghi, già si pensa che potrebbe prevalere quella che, è assai probabile, Speranza punterebbe a prediligere. Ossia, la richiesta di un’«Italia in fascia arancione per qualche settimana». Che garantirebbe  chances in più per «arginare le varianti».

La reazione di Matteo Salvini: «Basta allarmi generalizzati di lockdown ingiustificati»

Del resto, rileva sempre il Corriere della sera, sono «in fascia arancione anche Abruzzo, Liguria, Toscana, UmbriaTrento e Bolzano. Ma in quelle rimaste in fascia gialla – soprattutto Lombardia e Lazio – c’è il timore per gli assembramenti del fine settimana. Ecco allora l’invito dell’Istituto superiore di sanità a “limitare al massimo gli spostamenti”». Immediata la reazione di Matteo Salvini sul tema e su tutti i fronti aperti. «Zona arancione in tutta Italia? – S’interroga il leader della Lega sulla sua pagina Facebook –. Basta con gli annunci. Gli allarmi, e le paure preventive che hanno caratterizzato gli ultimi mesi. Se ci sono zone più a rischio si intervenga in modo rapido e circoscritto. Si acceleri sul piano vaccinale. Ma non si getti nel panico l’intero Paese. Il diritto alla salute – conclude Salvini – viene prima di tutto e rispettiamo le indicazioni della comunità scientifica. Non le anticipazioni a mezzo stampa di lockdown ingiustificati e generalizzati».

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