Surreale intervista di Mentana a Perilli: “Draghi l’ha incaricato il Colle, sono certo: guardavo la tv” (video)

giovedì 4 Febbraio 15:39 - di Sveva Ferri
mentana perilli

“No a un governo tecnico”, dice il senatore grillino. “Scusi, ma anche Conte era un tecnico”, ribatte il direttore sgomento. “No, era un professore”, replica il pentastellato. E così avanti su tutto. La surreale intervista di Enrico Mentana al senatore grillino Gianluca Perilli, incentrata sul tema dell’atteggiamento che il M5S terrà verso Mario Draghi, dà l’esatta misura della confusione mentale in cui versano i pentastellati. E non solo rispetto all’argomento in questione. Da intervista, infatti, lo scambio si è presto trasformato in un botta e risposta con Mentana costretto a dare a Perilli ripetizioni di prassi politica, passaggi costituzionali e, a tratti, di Costituzione stessa.

Mentana a Perilli: “Scusi, anche Conte era un tecnico”

Tutto ha origine da una domanda secca di Mentana: “Cosa vuol dire che non sosterrete Draghi, astenersi o votare no?”. Perilli a quel punto, che è ancora un punto all’inizio dell’intervista, va in confusione. Balbetta che una decisione sul comportamento da tenere in Aula ancora non è stata presa e precisa che la loro è “una posizione politica”. “Abbiamo ribadito l’esigenza di un governo politico, intendendo che un governo tecnico, con una figura anche di rilievo e riconosciuta, ma tecnica, non può essere la soluzione per questo Paese. Noi lo avevamo un governo politico, era quello – spiega Perilli – a guida Conte”. Mentana sobbalza: “Scusi, Perilli, anche Conte era un tecnico“. “No, no, era un professore e ha dimostrato di saper fare politica”, è la risposta.

Il direttore-mastino agguanta la preda

A quel punto il mastino Mentana agguanta la preda e da lì in poi l’intervista inizia a prendere i connotati di uno sketch umoristico. Alla giustificazione di Perilli che “Conte ha dimostrato di saper fare politica“, infatti, Mentana obietta che “Draghi ha guidato la Bce, qualche rudimento lo deve aver avuto, magari orecchiando, o no?”. Perilli insiste sul fatto che Conte non possa essere messo da parte, perché ha fatto moltissimo, è “cresciuto moltissimo”, è tutto -issimo. “È cresciuto moltissimo, ma poi è anche caduto moltissimo, perché – ricorda Mentana – non aveva più la maggioranza“. E qui Perilli, che tenta di addossare tutte le colpe a Renzi, inizia a sembrare uno studente arrivato impreparato alla lezione non di diritto, ma di educazione civica.

Le “ripetizioni” di Mentana a Perilli

A Mentana tocca, nell’ordine, ricordare che: se un governo ha o meno la maggioranza dipende dal Parlamento; che l’incarico al presidente incaricato lo dà il presidente della Repubblica; che, per quanto ci possa essere stata una manovra di Renzi, per arrivare a Draghi sono stati espletati precisi passaggi formali e costituzionali. “Guardi, l’incarico a Draghi l’ha dato il presidente della Repubblica, lo so per certo, ero davanti alla tv”, ironizza a un certo punto Mentana, mentre Perilli continua ad arrampicarsi sugli specchi per dire che Conte è stato fatto fuori e non può essere messo da parte così, come se niente fosse, in questa nuova fase. “Conte – è costretto a ricordargli Mentana – non è parlamentare, non ha un partito. Fatelo reggente del M5S e mandatelo alle consultazioni“.

Guarda qui il video dell’intervista di Mentana a Perilli

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