Rispuntano le Sardine e corrono in soccorso dell’ammucchiata: «Da Renzi ricatto predatorio»

martedì 2 Febbraio 12:10 - di Marzio Dalla Casta
sardine

Rieccole. Credevamo si fossero politicamente estinte per effetto collaterale della pandemia e invece erano solo “in sonno“. Parliamo delle Sardine, movimento spintaneo e fintamente trasversale cui la sinistra ufficiale ha intestato il merito della vittoria di Bonaccini nella rossa Emilia insidiata da Salvini. È trascorso già un anno da allora e di acqua ne è scorsa sotto i ponti. Il Covid 19 ha messo la mordacchia alla politica e per mesi abbiamo visto e sentito in tv solo governo, governatori e virologi. E le sardine, date per tramortite dall’overdose da informazione su mascherine, vaccini e amuchina, erano in realtà acquattate sotto il pelo dell’acqua in attesa di tempi migliori.

Così la portavoce Jasmine Cristallo

Ed eccoli arrivati sotto forma di crisi di governo causata da Renzi e dallo stesso abilmente tenuta sul filo del rasoio. Il senatore di Rignano è politico troppo spregiudicato per fare breccia nel tenero cuore dei rossi pesciolini. Fatale, quindi, che una dei loro capi, Jasmine Cristallo, leader di 6000 Sardine, ne stigmatizzasse con parole di fuoco «il ricatto predatorio» ai danni del resto della maggioranza. Son ragazzi fatti così. A loro poco interessa il merito delle questioni. Badano soprattutto agli schieramenti. E ai loro occhi Renzi ha torto in partenza perché mette a rischio il governo delle sinistre con quel che ne consegue. Che poi quel governo faccia bene faccia male è secondario. L’importante è che freni le destre, il «fascismo eterno», il razzismo che avanza e il sovranismo che bussa.

Le Sardine interpreti del nuovo conformismo

Giovani sì, ma con le idee ben chiare sull’aria che tira e su dove va il mondo. Apposta piacciono alla gente che piace e, soprattutto, che conta. Certo, a vederli in piazza numerosi e rumorosi, uno ne immagina chissà quali propositi rivoluzionari. E invece niente. Solo tanto conformismo ammantato di buon senso e perciò indegno di qualsiasi causa. Una sorta di guardia bianca della sinistra pro-tempore. Piccoli pretoriani mossi dall’ambizione di trovare un posto – fosse anche uno strapuntino – alla tavola imbandita delle liste elettorali. Sardine oggi, deputati domani. In perfetto tandem marino con quei 5Stelle partiti per aprire il Parlamento come una scatoletta e ora miseramente finiti dalla parte del tonno.

 

 

 

 

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