Parla Cencelli: «Il mio manuale ha vinto ancora». Draghi si è attenuto al sistema come Andreotti…

sabato 13 Febbraio 20:47 - di Mia Fenice
Draghi

«Il manuale Cencelli è stato applicato alla lettera». Massimiliano Cencelli, democristiano doc, è il padre del vademecum sul come dividere nomine e poltrone ad esponenti di vari partiti o correnti in proporzione al loro peso. Cencelli, intervistato dal Giornale, mostra tutta la sua delusione: «Questa volta non me l’aspettavo, le premesse erano altre; ma anche Draghi si è attenuto in maniera precisa al sistema».

Cencelli: «Il sistema è nato nel 1968»

Cencelli poi spiega che il sistema è nato «nel 1968. Discutevamo ormai da ore su come assegnare i ministeri, quando a un certo punto, per risolvere lo stallo, dissi: scusate, facciamo finta di essere una società per azioni. Chi ha il 12% di seggi in Parlamento, otterrà il 12% delle nomine e così via… questo metodo mise subito tutti d’accordo». Il giornalista gli chiede chi è stato il più bravo a mettere in pratica il manuale. E la risposta è lapidaria: «Senza dubbio Andreotti, un fenomeno».

Cencelli: «Da Draghi mi aspettavo maggiore autonomia»

Il giornalista lo incalza: Draghi come Andreotti quindi? «Non scherziamo, la Democrazia Cristiana non esiste più». Ma il sistema continua ad esistere  «perché è il modo migliore per tenere tutti buoni. Soprattutto in questo momento, ma d’altronde con questa classe dirigente non si poteva fare altrimenti». Cencelli poi puntualizza che si aspettava «da parte di Draghi una maggiore autonomia. Non ha inserito nella squadra i leader di partito, ma ha riesumato politici navigati che erano ormai nel dimenticatoio».

«Draghi deve sorridere di più»

E sul fatto che però nel governo ci sono molti tecnici, ha puntualizzato che «anche questa scelta fa parte della spartizione. Intendiamoci però, considero Draghi un uomo molto capace. Deve solo sorridere di più». E infine la stoccata finale: «Viste proprio le capacità di Draghi, mi aspettavo qualcosa in più. Evidentemente il detto romano vale sempre: meglio comandare che fottere… Io vedo qual è il risultato. E il risultato è che il manuale Cencelli ha vinto ancora».

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