Nulla sarà più come prima: l’avvento di Draghi è destinato a terremotare la politica. Ecco perché

mercoledì 3 Febbraio 9:54 - di Lando Chiarini
Draghi

Un’entrata in scena da vera riserva della Repubblica. Preceduta da silenzi eloquentissimi, qua e là interrotti da interventi mirati. E comunque sempre accolti da applausi ugualmente distribuiti tra chi ne auspicava la chiamata e chi ne temeva l’arrivo. E alla fine Mario Draghi è arrivato sull’onda di una crisi i cui contorni politici si distinguono solo ora. Un dato è certo: politicamente parlando, da ora nulla sarà più come prima. SuperMario è il terremoto che raderà al suo tutte le certezze degli ultimi anni: a cominciare dalle antiche coalizioni per finire alle velleità terzopoliste dei grillini, per altro già sfarinate dalla loro inconsistenza.

“Effetto Draghi” sui 5Stelle

Ce ne accorgeremo a breve, in occasione del inevitabile bacio del Parlamento a quello che s’annuncia come il più orgogliosamente tecnico dei governi. Già, sarà il voto di fiducia il vero termometro di questa entrata in scena. E se è prevedibile che il Pd non schioderà dalla consueta posizione di “responsabilità“, è tutto avvolto nella nebbia il destino che attende gli altri attori della crisi. I Cinquestelle, in teoria architrave della disciolta maggioranza, se ne sono rivelati il vero punto debole. Terrorizzati dalle urne, hanno consentito a Renzi di avanzare contro Conte come lama nel burro. Che cosa faranno ora con Draghi? La scissione appare l’esito più probabile.

L’incognita centrodestra

Difficile immaginare Di Maio e Di Battista appaiati sullo stesso “sì” o sullo stesso “no”. Uno dei due si troverebbe nel posto sbagliato. Un discorso a parte riguarda il centrodestra. Forza Italia, che ancora rivendica al terzo governo Berlusconi il merito di aver indicato Draghi al vertice della Bce, non può voltare le spalle al banchiere. Di mezzo c’è anche l’appello rivolto da Mattarella all’intero arco politico. È il motivo per cui è una mission quasi impossible quella che attende ora Salvini: tenere unita la coalizione. Più facile che vi riesca sostenendo Draghi che stando all’opposizione. È così: nulla sarà più come prima.

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