Guia Soncini trascina le Iene in Tribunale: condannato Luigi Pelazza

lunedì 1 Febbraio 21:03 - di Redazione

La giornalista Guia Soncini trascina le Iene in Tribunale e fa condannare Luigi Pelazza, inviato della trasmissione Mediaset, a due mesi di carcere per violenza privata.

Una pena poi convertita a 15mila euro di pena pecuniaria.

La Soncini, difesa dall‘avvocato Davide Steccanella – lo stesso legale del terrorista rosso Cesare Battisti – ha contestato alle Iene le fasi di un’intervista che Pelazza le fece cinque anni fa.

Era il settembre 2015 quando Pelazza, fingendosi un corriere, entrò nel cortile interno di un palazzo privato per fare l’intervista a Guia Soncini.

L’inviato delle Iene, a giudizio della giornalista, insistette a tal punto che la donna chiamò le forze dell’ordine per poter rientrare a casa.

Un’insistenza che i giudici – l’accusa aveva chiesto 9 mesi di carcere – hanno condannato riconoscendo perfino una provvisionale di 2mila euro a Guia Soncini

“Accettiamo questa sentenza ma è ovvio che riteniamo di non aver sbagliato, quindi ricorreremo in Appello e in Cassazione. Questo è sicuro, perché non è nostra abitudine usare violenza nei confronti delle persone, e soprattutto delle donne – commenta Luigi Pelazza all’Adnkronos. – Ma ti pare che noi andiamo a usare violenza, ingiuriare, molestare? Assolutamente no”.

L’episodio, come detto, risale al settembre 2015, quando Pelazza raggiunse Guia Soncini nel cortile di casa, fermandola per farle alcune domande.

“All’inizio il pm aveva chiesto nove mesi e 20mila euro di provvisionale, che poi sono stati sensibilmente ridotti a due mesi, convertiti 15mila euro di multa, e 2mila euro a lei”, spiega l’inviato.

Pelazza ricostruisce così l’episodio: “Quando sono stato interrogato, non mi accusavano di aver dato informazioni sbagliate, diffamatorie, o simili. Tutto era incentrato sull’atteggiamento che io avrei avuto nei confronti della Soncini“.

“Fermo restando che noi nel nostro programma siamo abituati ad andare a fondo alle cose, quel giorno è successo questo – spiega Pelazza. – Noi l’abbiamo aspettata all’ingresso del suo cortile. Lei ci ha riconosciuti, ha tentato di entrare nell’androne, e in effetti riguardando il filmato io, cercando di avvicinare il microfono, mi sono messo in mezzo fra lei e lo stipite della porta. Quindi è possibile che io le abbia impedito per un secondo di chiudere. Un secondo uno”, dice l‘inviato de ‘Le Iene’.

Poi lei è entrata in ascensore, ma si è seduta lì a parlare con noi e abbiamo parlato – ricorda Pelazza – E siamo andati via. Il giudice ha ritenuto che questo tipo di atteggiamento non è consono, perché poteva essere non violento, ma infastidente”.

“Sottolineo che lei ha chiamato la polizia davanti a noi, dicendo ‘ci sono delle persone che mi stanno importunando ma non so chi siano‘. Ma come non sai chi siano!”, s’inalbera l’inviato delle Iene.

E alla domanda se questa condanna lo scoraggi, Pelazza replica immediato: “Scoraggiarmi? Assolutamente no. Noi non vogliamo dar fastidio. Cerchiamo di arrivare a scoprire qualcosa di più, poi capitano anche questi episodi. Se lei si fosse fermata, avesse risposto alla domanda, la cosa sarebbe finita lì. Andrò avanti, certo però che è una lezione. Ovvio che la prossima volta manterremo di più la distanza sociale“, sorride Pelazza.

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