Grillo in stile Quarto Potere: non parla degli espulsi ma attacca i media e invoca la salvezza del 5G

martedì 23 Febbraio 11:27 - di Alessandra Danieli

Beppe Grillo ora gioca con le fibre ottiche e il digitale. Per ricompattare le truppe e allontanare  i riflettori dallo psicodramma delle espulsioni a raffica dei ribelli.

Grillo lancia la rivoluzione digitale per sviare la stampa

È arrivato il momento di mettere in atto queste proposte.  Estensione delle rete in fibra di proprietà pubblica. Investimenti per infrastrutture digitali. Investimenti sulle nuove frontiere della tecnologia. Riforma della Rai sul modello Bbc, ridefinizione delle quote del mercato pubblicitario”.

Parla di telecomunicazioni per silenziare la crisi dei 5Stelle

Un invito a Draghi direttamente dal suo blog. Una lunga elencazione di proposte. Le solite. “È dal 2013 che parliamo di queste cose. L’informazione è uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale”. E giù con le consuete parole d’ordine trasudanti crociate contro il monopolio. E modernizzazione.

La crociata contro Rai e finanziamenti ai giornali

“Se il controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si manifestano derive antidemocratiche. Se l’informazione ha come riferimenti i soggetti economici e non il cittadino, gli interessi delle multinazionali e dei gruppi di potere economico prevalgono sugli interessi del singolo“.

Grillo fa anche i conti. “Otto miliardi per infrastrutture digitali per completare aree bianche, aree grigie con passaggio dal rame alla fibra. Coprire con la fibra le infrastrutture strategiche (ospedali, caserme, scuole, musei) propedeutica per 5g”.

Il progetto è realizzare il Wi-Fi Italia: una rete wi-fi pubblica e gratuita negli spazi aperti al pubblico. Infine il pallino grillino: l’eliminazione dei contributi pubblici per le testate giornalistiche nazionali. Alla faccia del pluralismo dell’informazione.

Tra le priorità la modifica della legge Gasparri

Non poteva mancare nell’intervento la modifica della legge Gasparri. “In base – dice – in base alla nuova direttiva europea Smav. Modifica dell’-affollamento pubblicitario. Ridefinizione quote di mercato. Regole per i giganti del web.

Gli va dietro, neanche a dirlo, un grillino doc. Dino Gianrusso, europarlamentare pentasellato, è entusiasta. “Ancora una volta Beppe Grillo coglie nel segno. La nostra democrazia non sarà mai compiuta se non bonifichiamo la Rai dallo strapotere dei partiti. Il modello Bbc funziona”. Al governo Draghi – conclude – diciamo dunque di non perdere tempo nel recepire la direttiva europea Smav“.

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