Giallo di Bolzano, dalle scarpe di Peter al corpo di Laura: la verità nell’Adige, conferme dall’autopsia

lunedì 8 Febbraio 12:15 - di Filomena Auer
Giallo di Bolzano autopsia

Giallo di Bolzano: dal fiume Adige emerge la verità. Le conferme arriveranno dall’autopsia. I prossimi sono giorni cruciali. Sospese per il maltempo, nelle prossime ore riprenderanno il via le ricerche nell’Adige del corpo di Peter Neumair. Nelle settimane scorse le ricerche avevano interessato l’intero tratto da Bolzano a sud di Trento e si erano concentrate, in particolare, sulla diga di Mori, vicino a Rovereto. Il fiume poi, nei giorni scorsi, ha restituito le spoglie della moglie Laura Perselli, ritrovate dai sommozzatori in un tratto del corso d’acqua appena a sud di Egna. Ma anche le scarpe che – a detta del figlio Benno – il padre calzava il giorno della scomparsa. Anzi, è stato proprio il ritrovamento degli scarponcini grigi maschili a dare un forte impulso alle ricerche nell’Adige. Perlustrazioni subacquee che, sabato, hanno consentito di individuare e recuperare il corpo di Laura Perselli in un tratto del fiume. Un’accelerata favorita anche dalla richiesta avanzata dalla procura di ridurre la portata d’acqua. Con il livello dell’Adige abbassato di circa 30 cm sotto l’ordinario, infatti, si è reso possibile trovare il cadavere di Laura Perselli.

Giallo di Bolzano, dall’autopsia le risposte

Il riconoscimento della donna, 68enne ex docente di italiano in pensione, è stato fatto dalla sorella Carla. Ma la conferma è arrivata anche anche dagli indumenti che la vittima indossava nel momento in cui due vigili del fuoco l’hanno trovata, a circa un metro di profondità. I resti della mamma di Benno erano in una piccola ansa, qualche centinaio di metri a nord del ponte di San Floriano, poco distante dall’abitato di Laghetti, nel comune di Egna. Gli abiti che la signora indossava il giorno in cui se ne sono perse le tracce, corrispondono alla descrizione resa perfettamente dal figlio della coppia scomparsa il 4 gennaio agli inquirenti, già all’inizio delle indagini. Ossia: un cappotto color panna in tessuto loden e un paio di stivali di camoscio grigio, ricamati.

Il figlio Benno: i dubbi degli inquirenti su di lui

Un punto nodale dell’inchiesta che ha sollevato i primi dubbi degli investigatori al lavoro sul caso proprio sul figlio 30enne della coppia. Attualmente in custodia cautelare nel carcere di Bolzano, come unico indagato per l’ipotesi di duplice omicidio e occultamento dei cadaveri. Gli inquirenti, infatti, si sono chiesti: come poteva sapere il figlio Benno cosa indossavano i genitori se non li aveva neppure visti uscire di casa nelle ore del fatidico “allontanamento”?

Giallo di Bolzano, si procede su 2 fronti: ricerche nel fiume e autopsia su Laura

Dunque, mentre le ricerche nelle prossime ore saranno intensificate per arrivare al ritrovamento del cadavere dell’uomo, si apprende che oggi verrà disposta l’autopsia della madre di Benno Neumair. Perché soltanto con il rinvenimento dei due cadaveri sarà possibile dare una conferma all’ipotesi della Procura della Repubblica di Bolzano secondo cui ad uccidere la coppia sarebbe stato il figlio Benno. Insegnante di educazione fisica e grande appassionato di fitness. Si procede, insomma, su due fronti: quello delle ricerche nell’Adige di Peter Neumair. E quello degli accertamenti autoptici sul corpo di Laura Perselli. «Alcuni parenti della signora – riferisce l’Adige.it a riguardo in queste ore – hanno già riconosciuto sul corpo della vittima alcuni effetti personali. Ora si procederà quindi all’identificazione ufficiale anche con il test del dna. Mentre altri esami saranno utili per le indagini al fine di ricostruire l’accaduto».

Dove hanno portato i passi dell’inchiesta

Insomma, i giorni cruciali per l’indagine sulla coppia scomparsa a Bolzano sono proprio quelli cominciati dopo il ritrovamento del corpo di Laura Perselli. Il procedimento indiziario per duplice omicidio, aggravato dai futili motivi e dal legame di sangue tra Benno e le due vittime, entra nel vivo degli accertamenti. Proprio il rinvenimento del cadavere della donna, rappresenta infatti la drammatica conferma della tesi della Procura. Che ha collegato da subito le ricerche durate per settimane nell’Adige al ritrovamento di alcune macchie di sangue sul parapetto di un ponte a Vadena, in prossimità della discarica Ischia-Frizzi. Dove, secondo un capillare lavoro di ricostruzione degli spostamenti dell’indagato attraverso le celle telefoniche, Benno si era recato tra le 21.15 e le 22 del 4 gennaio con la Volvo del padre. Secondo i pm, allora, nel bagagliaio dell’auto c’erano i corpi, poi scaricati in acqua dal ponte.

Il lavoro del Ris di Parma

Il sangue sulla neve era di Peter, hanno accertato gli specialisti del Ris di Parma. Quel corpo ritrovato in acqua si salda con le macchie di sangue e con la presenza di Benno – ammessa da lui stesso – nella zona, poco dopo che i telefoni dei genitori si erano spenti simultaneamente. In quel frangente, il ragazzo si stava dirigendo verso Ora, dove lo attendeva una notte d’amore con l’amica Martina, ora indagata per favoreggiamento per non aver rivelato subito la presenza degli abiti del fidanzato in casa. Abiti lavati su richiesta del giovane e consegnati dalla ragazza ai carabinieri solo diversi giorni dopo.

Giallo di Bolzano, l’autopsia chiude il campo delle ipotesi

Ma quelli al via da oggi saranno giorni cruciali per tanti motivi. Perché si spera di trovare anche il corpo del padre: che confermerebbe la tragica fine simultanea dei due genitori. Ma anche perché l’autopsia potrà svelare cause e modalità della morte di Laura. Come è morta Laura? È annegata? È stata uccisa? In che modo? Finora le ipotesi sono state tante: dall’avvelenamento alla morte per strangolamento. Si è parlato di raptus in seguito a una lite in famiglia. Ma anche di un rancore covato a lungo da Benno. Un ragazzo descritto come problematico e affetto da disturbi del comportamento, accentuati nel recente passato anche dall’uso di anabolizzanti. Come pure di una personalità complessa e del ricorso a psicofarmaci. In generale, quello ricostruito dagli inquirenti anche sulla base delle testimonianze, è un quadro di instabilità psichica dell’indagato, che avrebbe alimentato un clima familiare di ansia. Paura. Conflitto. Un ragazzo fragile ma anche aggressivo. Una personalità difficile, la sua, che informato del ritrovamento della madre, ha avuto una reazione di grande dolore. È scoppiato in lacrime, ha riferito l’avvocato Angelo Polo, che lo assiste con Flavio Moccia.

La reazione di Benno in carcere. La sorella Madè

Ha pianto, ha abbracciato il suo legale, e avrebbe detto: «Mia mamma, mia mamma…». Intanto, mentre lui continua comunque a dichiararsi innocente, lo attendono l’udienza di fronte ai giudici del Riesame, che devono valutare il ricorso contro il provvedimento di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari. E un interrogatorio con i pubblici ministeri Igor Secco e Federica Iovene, in cui Benno avrebbe voluto ribadire la sua tesi di estraneità alla scomparsa e rispondere per la prima volta ai magistrati, dopo l’arresto avvenuto il 28 gennaio. La sorella 26enne, Madè, invece, resta chiusa in un doloroso riserbo. Accompagnata dagli zii Carla Perselli e Gunther Neumair, si è recata sulla riva dell’Adige per accendere un cero e deporre un mazzo di rose nel punto dove è riemerso il corpo della madre Laura.

 

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