Covid, tasso di positività al 5.8%, ma ci sono più morti. Bassetti: “Sul vaccino sì al metodo inglese”

sabato 27 Febbraio 18:37 - di Sveva Ferri
vaccino bassetti

Si registra una flessione del numero dei contagi e del tasso di positività, aumentano però i morti. È quanto emerge dai dati odierni sull’andamento del coronavirus in Italia. Nelle ultime 24 ore i nuovi casi di Covid sono stati 18.916, a fronte dei 20.499 di ieri. Un calo che si riscontra a numero di tamponi pressoché invariato: 323.047 tra molecolari e antigenici contro i 325.404 di ieri. Intanto, si fanno sempre più insistenti gli appelli nella comunità scientifica a cambiare protocolli per la somministrazione del vaccino. La richiesta è di adottare il metodo inglese: la prima dose a quante più persone possibile, posticipando la seconda. Guardiamo ai «meravigliosi dati della Scozia», è stato l’invito di Matteo Bassetti. 

Cala il tasso di positività, ma aumentano i morti

Il tasso di positività passa così dal 6,3% di ieri al 5,8% di oggi. Sale, invece, il numero di morti che passa dai 253 di ieri agli attuali 280. Dall’inizio della pandemia il totale delle vittime arriva così a 97.507, avvicinandosi drammaticamente alle 100mila.

Aumentano i ricoveri in terapia intensiva

Crescono anche i ricoveri in terapia intensiva: ci sono oggi 22 pazienti più di ieri, per un totale di 2.216 persone in condizioni gravi. Gli attualmente positivi sono 411.966. I pazienti dimessi o guariti da ieri sono stati 11.320, che portano il totale a 2.398.352 dall’inizio della pandemia.

Il dibattito sul metodo inglese

Si intensifica, intanto, il dibattito sull’utilizzo del vaccino e sull’opportunità di continuare a seguire i protocolli che prevedono le due dosi a distanza piuttosto ravvicinata. A pesare sono i casi di quei Paesi in cui le autorità sanitarie e politiche hanno scelto, invece, di dilatare nel tempo il richiamo per somministrare subito la prima dose al maggior numero possibile di persone. Ricordando i «dati meravigliosi della Scozia» sul vaccino di Astrazeneca, «destinato a diventare un vaccino per tutte le età», l’infettivologo Matteo Bassetti, ha spiegato che «in un mondo ideale preferirei farne due. Ma visto che non esiste questo mondo perché mancano i vaccini, forse piuttosto che lasciare una fetta della popolazione scoperta potrebbe avere un senso muoversi su un’unica dose».

Bassetti: «Il vaccino? Meglio una dose sola che zero»

«Meglio quindi una dose sola subito che zero», ha chiosato il direttore della Clinica malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, parlando con l’Adnkronos, facendo anche un mea culpa rispetto alla sua iniziale contrarietà alla strategia inglese e rendendo atto al professor Giuseppe Remuzzi di essere stato invece lungimirante.

 

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