Consultazioni, il Pd ricomincia coi veti: la Lega non può governare. Salvini: Draghi deve scegliere

giovedì 4 Febbraio 20:01 - di Adele Sirocchi
consultazioni Draghi

Il Pd riunisce la direzione che si chiude con l’approvazione di un documento che racchiude un sostanziale “sì” al governo Draghi. Con una maggioranza, specificano i dem,  che comprenda le forze europeiste, “liberali, moderate, socialiste, presenti in Parlamento”. Una sottolineatura che sembra escludere la Lega mentre non ci sarebbero problemi per l’ex nemico numero uno di una volta, Silvio Berlusconi. Un tempo pericoloso dittatore per la sinistra ed oggi statista apprezzato.

Il Pd e i veti contro la Lega di Salvini

Il Pd mette dunque già veti contro Matteo Salvini, almeno stando a quanto dichiarano esponenti come Laura Boldrini: “Mai con la destra sovranista”. Alla quale si aggiunge Andrea Marcucci che non vede “le condizioni per un appoggio al governo che sta nascendo” da parte “del campione in Europa della lotta sovranista contro il Recovery plan”, ovvero Salvini. Il capogruppo del Pd al Senato lo afferma in un’intervista al Foglio.it. 

Zingaretti: noi ci siamo. E aspetta i Cinquestelle

Nicola Zingaretti punta anche a consolidare l’asse col M5S per evitare un isolamento del suo partito. “Noi ci siamo”, dice. E ci sono anche Conte e Grillo. Ma una parte del M5S resta recalcitrante. Come leader Zingaretti non ha brillato per la gestione della crisi di governo: il Pd è sembrato essere al traino del Movimento 5 Stelle, sposandone l’arroccamento sul nome di Giuseppe Conte. Ma Zingaretti respinge ogni critica sulla subalternità ai grillini: “Il Pd è finalmente una forza unita che sta creando le condizioni per garantire un buon governo, presente in tutto il territorio, che ha ripreso a vincere le elezioni e per molti la certezza di una forza politica seria. Non siamo subalterni a nessuno“.

Salvini: ecco le condizioni per appoggiare Draghi

Anche Matteo Salvini ha riunito oggi la segreteria, allo scopo di mediare tra l’ala che fa capo a Giancarlo Giorgetti, che spinge per un sì convinto a Draghi e l’ala che invece fa resistenza. La linea del leader leghista è di andare a sentire cosa propone Super Mario prima di decidere. “Draghi dovrà scegliere tra Grillo e la Lega, tra la patrimoniale e il taglio delle tasse”, sono le sue condizioni.  Salvini svela i temi su cui misurare l’apertura a un governo retto dall’ex presidente della Bce: “Taglio tasse, taglio burocrazia e controllo dei confini”, indicati come obiettivi di un governo che potrebbe attrarre i voti della Lega. Giorgetti intanto si sfila dal totoministri: “Figurarsi – dice – non ho mai neanche vinto al totocalcio”. E ribadisce il suo apprezzamento per Draghi: “E’ come Ronaldo, un fuoriclasse, uno così non può stare in panchina”.

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