Congo, il governo di Kinshasa: «Attanasio e Iacovacci uccisi da un commando di sei persone»

martedì 23 Febbraio 8:52 - di Redazione
Congo

Un commando di sei persone, armati di fucili «tipo Ak47 e un machete». È questo “l’identikit” del gruppo di fuoco autore dell’attentato in Congo costato la vita all’ambasciatore Luca Attanasio, al carabiniere Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milamb. È quanto sostiene il governo di Kinshasa in una nota – citata da Cas-Info – della commissione di crisi indirizzata al ministro dell’Interno congolese. La nota ricostruisce anche la dinamica dell’attacco. I sei avrebbero «proceduto con colpi di avvertimento prima di costringere gli occupanti dei veicoli a scendere e seguirli fino in fondo al Parco, dopo aver sparato a uno dei conducenti per creare panico». A quel punto avrebbero «sparato a bruciapelo alla guardia del corpo, morta sul posto, e all’ambasciatore ferendolo all’addome».

Scaricabarile tra Congo e ribelli del Ruanda

L’attacco, precisa la nota, sarebbe cominciato alle 10,15. A quell’ora il convoglio sarebbe caduto «in un’imboscata a circa 15 km da Goma e 3 km prima del Comune rurale di Kibumba. Più precisamente a Kanyamahoro sulla Rn2 nel territorio del Nyiragongo». Continua, nel frattempo, il rimpallo delle responsabilità. Kinshasa indica nei ribelli Hutu del FdlR (Forze democratiche liberazione della Ruanda) i responsabili dell’agguato. Ma questi negano e in un comunicato chiedono alle autorità congolesi e all’Onu di fare tutto il possibile per accertare «le responsabilità di questo ignobile assassinio».

Le autorità locali: «Accerteremo le responsabilità»

Non solo: in una dichiarazione raccolta dall’agenzia Dire, un portavoce del gruppo ribelle, Cure Ngoma, ipotizza responsabilità di militari regolari. Ieri, intanto, il Comitato di crisi presieduto dal comandante supremo delle Forze armate del Congo ha deciso per oggi «l’invio di una squadra della Presidenza a Goma». La loro presenza servirà ad «accompagnare le inchieste in corso e render conto, regolarmente, al capo dello Stato». La Presidenza della Repubblica – si legge nel comunicato – promette di fare regolarmente il punto sull’evoluzione dell’inchiesta che è appena iniziata su iniziativa del presidente».

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