Assembramenti e caos vaccini: l’idea “geniale” del governo è di aumentare il distanziamento a due metri

lunedì 1 Febbraio 14:02 - di Marta Lima

In mancanza di vaccini e di misure adeguate contro gli assembramenti in strada, e con l’incubo delle varianti al Covid, il governo pensa a una soluzione che forse sarebbe potuta venire in mente anche a noi, perfino prima dei tecnici del governo: aumentare il distanziamento sociale. Lo ha lasciato intendere, questa mattina, il più cauto e pessimista dei consiglieri del ministro della Salute Roberto Speranza, Walter Ricciardi, docente di Igiene all’Università Cattolica di Roma. “La distanza di sicurezza come forma di protezione anti-Covid, in questa fase è bene che sia tanta. Se il metro il metro, metro e mezzo, era sufficiente per l’infezione ‘classica’, per la variante inglese non lo è. Serve un sovrappiù di prudenza. Dunque più distanza, mascherina sempre, scegliendo la tipologia rispetto alla situazione, e mai dimenticare il lavaggio delle mani”.

L’impotenza sugli assembramenti

E gli assembramenti? A chi tocca vigilare? “Riguardo le immagini di assembramenti nelle regioni a fascia gialla, avremo un incremento dei nuovi casi positivi fra tre-quattro settimane – avverte Ricciardi – Ormai l’andamento di questa epidemia è prevedibile. Sarebbe importante evitare gli assembramenti, ma mi pare evidente che i semplici suggerimenti non hanno alcuna efficacia. Se a questo aggiungiamo che sono state riaperte le scuole, abbiamo la certezza di vedere presto un incremento di casi. Come sa, io sono per la zona rossa in tutto il Paese. Febbraio e marzo saranno i mesi più difficili. A giugno saremo maggiormente al sicuro”.

Speranza, Ricciardi e il caos dei vaccini

Sul caos dei vaccini, che vedono l’Italia passata da una situazione di forza e di vantaggio a una opposta, di ritardi e disorganizzazione, Ricciardi si dichiara “moderatamente ottimista”. “I problemi sono affrontabili e superabili. Bisogna però convincere le aziende che devono produrre più vaccini, da sole non ce la fanno e devono fare questi benedetti trasferimenti tecnologici finalizzati alla produzione. In parte sta avvenendo, ma i governi devono insistere perché così ci sarebbero miliardi di dosi, non milioni. Già oggi Sanofi e Novartis si sono impegnate a produrre per Pfizer, ma non basta. Va sospesa temporaneamente l’esclusiva della produzione”, dice al Messaggero Walter Ricciardi, che guardan con apprensione ai prossimi mesi: “febbraio e marzo saranno quelli più difficili”, aggiunge.

Il problema dei vaccini Astrazeneca

Riservare AstraZeneca agli under 55 complica la vaccinazione, secondo il consulente del ministro della Salute: “L’indicazione è tecnicamente corretta dal punto di vista scientifico, ma complica enormemente la campagna vaccinale. Siamo di fronte a una situazione eccezionale, tanto è vero che gli inglesi hanno bypassato l’indicazione degli under 55. Teoricamente il Ministero della Salute può derogare al suggerimento dell’Aifa, ma appare difficile. Anche in Germania, per dire, l’agenzia è stata più coraggiosa”. Anche sull’utilizzo degli anticorpi monoclonali, “manca la volontà da parte di Aifa di accelerare il processo di valutazione in maniera simile a quello che ha fatto l’agenzia tedesca. Aifa ha detto che aspetta Ema (l’agenzia europea del farmaco). Quando c’è un nuovo farmaco in Europa, deve approvarlo l’Ema, che però non ha gli stessi strumenti della Fda (l’agenzia americana) che può ricorrere all’approvazione di emergenza.

 

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