Alitalia, la rabbia dei lavoratori. FdI: «Il governo intervenga contro chi vuole papparsi la compagnia»

venerdì 26 Febbraio 12:11 - di Alessandra Danieli

Palloncini rossi, azzurri, megafoni. E tanta rabbia. I lavoratori di Alitalia sono scesi in piazza davanti a Montecitorio. Per accendere i riflettori sulla crisi gravissima della compagnia aerea di bandiera. Che mette a rischio decine di migliaia di posti di lavoro.

Crisi Alitalia, lavoratori in piazza

Chiedono  “risposte sulla crisi del trasporto aereo”. Come recita il manifesto della manifestazione nazionale che si è svolta ieri. In prima fila i segretari generali della Filt Cgil,  della Uiltrasporti.Una situazione drammatica con decine di aziende in crisi. E in liquidazione come Alitalia, Air Italy, Norwegian, Ernest, Blue Panorama. In ginocchio anche le  aziende di handling, di catering e l’indotto.

A rischio 50mila posti di lavoro

I numeri parlano chiaro: sono a rischio immediato 40mila posti di lavoro a tempo indeterminato. Oltre a 10 mila stagionali ed a tempo determinato. Il governo è assente e la stampa non si è dimostrata finora particolarmente attenta. Al nuovo governo chiedono una immediata sede di confronto sulla crisi del settore. La proroga del blocco dei licenziamenti, ammortizzatori sociali adeguati. Una riforma del settore contro il dumping sociale e la concorrenza selvaggia.

Oggi vertice dei ministri sulla crisi Alitalia

Oggi vertice sull’emergenza Alitalia tra il titolare del dicastero Giancarlo Giorgetti, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Enrico Giovannini, e i rappresentanti del ministero dell’Economia, il capo di gabinetto, Giuseppe Chiné. Il  trasporto aereo è in ginocchio e attraversa una crisi senza precedenti. Ai cronici problemi si sono aggiunti gli effetti della pandemia.

Rampelli: il governo Draghi intervenga subito

Fratelli d’Italia, al di là delle bandiere di partito, ha solidarizzato con la manifestazione nazionale dei sindacati. Fabio Rampelli, da sempre contrario alla cessione di Alitalia, torna a chiedere a Palazzo Chigi interventi chiari per tutelare la sovranità italiana. Tra gli esempi di opposizione patriottica proprio la vertenza Alitalia. “Se il governo svenderà la compagnia a Lufthansa, faremo un’opposizione patriottica”, dice il vicepresidente della Camera. “Al premier Draghi – dice – abbiamo chiesto un rilancio della nostra compagnia di bandiera. Rendendola competitiva sul mercato estero. Anche efficientando il sistema della mobilità. Autostrade, alta velocità, porti, aeroporti, logistica e inter-modalità“.

FdI: pronti a collaborare se Draghi farà sul serio

“Se la risposta sarà positiva noi ci saremo. Se al contrario si cederanno strutture e infrastrutture e, quindi, sovranità, noi faremo un’opposizione durissima”.

Il messaggio è chiaro, vista la grande attenzione di alcuni vettori stranieri. “Ci opporremo a chiunque vorrà ‘papparsi’ Alitalia”, incalza il parlamentare di FdI. “Perché significherebbe depauperare il nostro turismo. Zavorrare il commercio dei nostri prodotti tipici. Piombare in una cartolina i nostri beni culturali, naturalistici, archeologici. Non avere un sistema autonomo di trasporti che risponda alle esigenze nazionali. Significa perdere molte più risorse di quante ne servano per alimentarlo. Se vogliamo che un pezzo importante del commercio, del business, del turismo non si fermi in Italia dobbiamo effettuare investimenti. Altrimenti saremo tagliati fuori dall’Europa e ci ridurremo ad appendice infruttuosa del continente”.

 

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