Alitalia, allerta rossa: stipendi a rischio. Ancora soldi dagli italiani?

13 Gen 2021 13:38 - di Roberto Frulli

È allerta rossa per Alitalia, la compagnia aerea che, negli anni, ha inghiottito e bruciato in un pozzo senza fondo milioni di euro degli italiani. E che nessuno sembra in grado di risanare.

Il commissario straordinario di Alitalia Giuseppe Leogrande ha convocato d’urgenza ieri, in tarda serata, i sindacati avvertendoli che la situazione è grave: gli stipendi sono, nuovamente, a rischio, l’azienda non si sostiene economicamente e la nuova società, che doveva sostituire la disastrata compagnia di bandiera, non si sa quando e se potrà vedere luce.

Leogrande ha chiarito ai sindacati le “criticità del momento” e, in particolare, la “difficile tenuta finanziaria dell’azienda. Che già a dicembre ha generato ritardi nella erogazione degli emolumenti”. Stipendi in ritardo insomma. A dicembre e ora anche a gennaio.

La situazione, ha infatti avvertito i sindacati, il commissario di  Alitalia, si ripresenterà, se non mutano le condizioni economiche e di mercato, anche nei prossimi mesi.

L’instabilità del quadro politico ed un’eventuale crisi di governo potrebbero, oltretutto, non dare certezze perfino in relazione alle tempistiche di nascita della nuova Ita. Il rischio? Aggravio sull’amministrazione straordinaria, ha avvertito Leogrande.

Di qui, la necessità per l’amministrazione straordinaria, di mettere in campo tutte le azioni disponibili, con l’obiettivo di preservare quanto più a lungo possibile, le risorse economiche, per garantire la continuità aziendale, sino alla partenza della newco Alitalia.

In particolare, ha detto ai sindacati il commissario straordinario di Alitalia, è necessario ottenere la seconda tranche, di 77 milioni di euro, a completamento delle previsioni del DL rilancio. Soldi che, ad oggi, Alitalia non ha ancora ricevuto.

Leogrande ha chiarito ai sindacati che è necessaria un’accelerazione delle tempistiche di startup della newco che andrà a prendere il posto di Alitalia, nella speranza che anche questa non si riveli un pozzo senza fondo pronto ad inghiottire altri soldi degli italiani, soprattutto dopo il maxiprestito – definirlo così oramai è un eufemismo – che ha bruciato centinaia di milioni di euro.

Inoltre, ha indicato Leogrande ai sindacati, sono necessarie azioni di ottimizzazione della applicazione della cigs a rotazione sul Personale Navigante, tarata sulla scarsa attività prevista nei prossimi mesi.

Su questo, i sindacati hanno chiesto un ulteriore confronto per i necessari approfondimenti necessari.

Il commissario straordinario di Alitalia ha, poi, smentito le notizie di stampa inerenti presunte procedure di bandi di gara per la vendita del marchio e di slot.

Leogrande, sostengono i sindacati, avrebbe risposto così alle richieste dei sindacati a riguardo, affermando che è sua intenzione preservare il valore aziendale costituito dall’insieme di tutti gli asset.

 

Commenti

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  • Renato Rimondini 14 Gennaio 2021

    L’Alitalia è un regno costosissimo e fuori da ogni regola. Ricordo quando dipendenti ladri filmati dalle telecamere non furono condannati o licenziati.
    Se ci sarà un concorso per entrare in Alitalia sarò il primo ad iscrivermi.