Veglione sul Garda, parla il gestore del resort finito sotto accusa: non sono un delinquente…

venerdì 1 Gennaio 19:58 - di Redazione
veglione Garda

“Se ho sbagliato qualcosa, mi assumo le mie responsabilità. Non siamo delinquenti, quello che abbiamo guadagnato ieri serve per sopravvivere“. Sono le parole di Ivan Favalli, gestore del resort di Padenghe sul Garda finito sotto i riflettori per un veglione di Capodanno a cui avrebbero partecipato decine di persone.

Il gestore: voglio difendermi da ciò che di denigratorio sta circolando

“Devo difendermi da tutto quello che sta circolando sui social anche di denigratorio presso l’hotel che gestisco a Padenghe sul Garda – dice Favalli in un video su Facebook – L’hotel è un’attività che può rimanere aperta e deve garantire un servizio di cucina ai clienti, gli hotel possono fare ristorazioni. Per evitare situazioni di assembramento, ieri è stata vietata la cena se non in camera. Il nostro hotel è un resort estivo, è quasi impossibile portare cibo in tutto le camere. Abbiamo organizzato un pranzo con varie portate per intrattenere i clienti e fare in modo che la sera si potessero accontentare di un piatto freddo in tavola. L’hotel ha avuto molte prenotazioni, specialmente con un passaparola generato da giovani e fin lì siamo nella legalità”.

C’è stato qualche atteggiamento un po’ libertino

“C’è stato qualche atteggiamento un po’ libertino da parte di alcuni clienti che è stato limitato tempestivamente grazie alla presenza di due agenti di sicurezza esterni chiamati a far rispettare le regole. A tutti è stata misurata la temperatura, tutti hanno firmato la dichiarazione. I clienti erano tutti registrati“.

Le immagini diffuse sui social anche se era stato chiesto di evitarlo

Sui tavoli, come hanno documentato video e foto, erano presenti inviti a non diffondere immagini attraverso i social. “Abbiamo messo un avviso di evitare i social network che è stato frainteso: in un albergo 5 stelle ci possono essere persone che non vogliono essere riprese. Ma volevamo anche evitare l’invidia di un intero settore di chi è chiuso e non può fare niente”, è la spiegazione. Tra i clienti c’era l’influencer Davide La Cerenza, di 55 anni, che ha pubblicato i video del party via Instagram.

Nell’azienda lavorano 200 persone

“Ci vengono date briciole come sostegno dallo Stato, siamo obbligati a studiarle tutte per rimanere in piedi ed evitare il fallimento. Abbiamo 200 persone che lavorano per questa azienda, mi sento responsabile anche per il loro reddito. Se ho sbagliato qualcosa, mi assumo le mie responsabilità. Nel corso della giornata abbiamo avuto 3 controlli di polizia e carabinieri, non è stato fatto nessun verbale. Non siamo delinquenti, quello che abbiamo guadagnato ieri serve per sopravvivere”, conclude.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *