Vaccini, l’immunologa Viola: «L’Italia non resti alla finestra, bisogna aiutare Pfizer»

giovedì 21 Gennaio 17:44 - di Milena Desanctis
vaccini

Riusciremo coi vaccini a raggiungere l’immunità di comunità contro Covid-19? A complicare la situazione sono le nuove varianti del virus e la loro maggiore contagiosità, evidenzia l’immunologa Antonella Viola, dell’università di Padova. «Con un vaccino efficace al 95% (Pfizer o Moderna) si può ottenere l’immunità di comunità vaccinando il 70% della popolazione», scrive su Twitter. «Con uno meno efficace bisogna vaccinare quasi il 100%, cosa non fattibile al momento. A complicare la situazione si aggiunge però la maggiore contagiosità delle nuove varianti. Uno studio inglese (ancora in preprint) suggerisce che con la nuova variante l’immunità di comunità si potrebbe raggiungere solo con i vaccini efficaci e vaccinando l’82% della popolazione. Con quelli meno efficaci, neppure vaccinando il 100%».

L’immunologa Viola sull’immunità di gregge

L’immunologa Viola in un altro tweet puntualizza: «Ecco le nostre priorità oggi: contenere, vaccinare, sequenziare. Contenere e vaccinare per proteggerci e non dare al virus la possibilità di mutare ed eludere l’immunità. Sequenziare per tenere sotto controllo le varianti». In un altro tweet ancora si domanda: «Quando ne usciremo? Per ricominciare a vivere con serenità bisognerà almeno vaccinare le persone più a rischio. E questo è un obiettivo raggiungibile entro l’estate. Per aggiungere l’immunità di comunità, invece, servirà molto più tempo».

«Le aziende italiane aiutino a produrre vaccini»

L’immunologa Viola si è unita ai diversi esperti che hanno lanciato al nostro Paese lo stesso invito. Ovvero, contribuire alla produzione di dosi-scudo. Facendo la propria parte nell’ambito di un’alleanza internazionale per ottimizzare i tempi della profilassi. «Non è corretto attaccare Pfizer per l’annuncio del ritardo nella distribuzione» di vaccini anti-Covid, «se è funzionale a migliorare il processo produttivo. Piuttosto, lancio una proposta. Non sarebbe bene se le aziende italiane in grado di produrre vaccini facessero accordi con Pfizer e Moderna per aumentare la produzione?».

E poi ancora. «Io mi sento estremamente rassicurata, come cittadina europea nel sapere che l’Ema vigila sulla qualità dei vaccini e non fa sconti a nessuno». E «come ricercatrice, non mi meraviglia che nel passaggio da un livello di produzione ad uno enormemente più grande ci siano delle differenze e degli aggiustamenti da fare».

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