Vaccini, caos totale. 80enni in stand by, seconde dosi a rischio e la causa contro Pfizer non c’è

giovedì 21 Gennaio 12:12 - di Redazione

Caos nelle forniture di vaccino contro Covid-19: seconda dose a rischio. E’ l’allerta della Fondazione Gimbe, che fa il punto sulle vaccinazioni nel report di monitoraggio settimanale. Al 20 gennaio, rileva Gimbe, c’è stata la consegna alle Regioni di 1.558.635 dosi, di cui 1.250.903 già somministrate (80,3%), con inevitabile rallentamento negli ultimi giorni. Tuttavia, solo 9.160 persone hanno completato il ciclo vaccinale, mentre 13.534 persone avrebbero già dovuto ricevere la seconda dose.

L’allarme della Fondazione Gimbe: è caos sui vaccini

“Tenendo conto dei possibili ritardi di consegna, anche comunicati last minute come nel caso di Pfizer – sottolinea Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – è fondamentale che in questa fase le Regioni accantonino i vaccini per la somministrazione della seconda dose. La campagna vaccinale non è una gara di velocità: l’unità di misura su cui confrontarsi, sia con gli altri Paesi, sia tra le Regioni, non è infatti il numero di dosi somministrate, ma la percentuale della popolazione che ha completato il ciclo vaccinale, garanzia di efficacia del 94-95% nel prevenire la Covid-19 sintomatica”, rimarca.

In Israele troppo positivi dopo la vaccinazione

La seconda dose – sottolinea il virologo Andrea Crisanti – è essenziale per evitare ciò che sta avvenendo in Israele, dove in totale sono oltre 12.400 i cittadini che sono risultati positivi al coronavirus dopo essere stati vaccinati, tra di loro anche una piccolissima percentuale di persone che avevano già ricevuto la seconda dose. “I dati di Israele non sono confortanti – ha spiegato – la prima dose protegge al 30%, quindi importante completare le dosi nei tempi stabiliti”.

Slitta la prima dose per gli ottantenni

Slitta intanto in molte regioni la prima somministrazione del vaccino agli ottantenni, a causa dei ritardi nelle consegne del vaccino Pfizer. E sulla eventuale causa da parte dell’Italia il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri (M5S), intervenuto ai microfoni de ‘L’Italia s’è desta’ su Radio Cusano Campus, ha detto che è meglio aspettare due settimane prima di prendere provvedimenti.

Sileri: aspettiamo due settimane prima di fare causa alla Pfizer

“Alla Pfizer in questo momento c’è richiesta di produrre più dosi – ha detto Sileri – questo significa dover interrompere il ciclo produttivo da qualche parte, ampliarlo e ricominciare a fornire. Se per alcune settimane hai una riduzione del numero di dosi fornite, che poi però recuperi, a fronte di una maggiore produzione in toto che garantirà più dosi nei prossimi mesi, non ci vedo nulla di male. Aspettiamo due settimane, dopodiché ogni azione è necessaria, anche legale, ma aspetterei le due settimane che la Pfizer ha chiesto per ampliare la produzione”.

 

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Emergenza Coronavirus

In evidenza

News dalla politica