Vaccini, Pfizer taglia le scorte. Il sospetto: vuole favorire il buon Biden. E Orban tratta con la Cina

domenica 17 Gennaio 17:30 - di Adele Sirocchi
vaccini

Vaccini, Pfizer taglia le scorte e mette in difficoltà l’Europa e l’Italia. Il motivo è che l’azienda vuole favorire il neopresidente Joe Biden. Lo hanno applaudito come un salvatore dell’Occidente e ora bisogna pagare un prezzo. Lo scrive Il messaggero: “Il 14 gennaio Joe Biden annuncia un piano anti Covid che prevede di somministrare 100 milioni di dosi in 100 giorni”. Guarda caso, il giorno dopo Pfizer comunica il taglio delle forniture ai 27 paesi della Ue. Ci vuole poco a collegare le due cose.

Vaccini, l’Italia rischia di perdere 56 mld di Pil

E il collegamento è da brividi. Perché senza un piano di vaccinazioni funzionante non si esce dalla crisi e i ritardi eventuali a causa del taglio annunciato da Pfizer possono secondo le stime di Bankitalia far perdere all’Italia fino a 56 miliardi di Pil.  La Pfizer ha ridotto le dosi di vaccino destinate all’Italia di quasi 165mila unità. Lo afferma spiega in una nota l’ufficio stampa del commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri: “Nella prossima settimana a fronte delle 562.770 dosi previste, verranno consegnate 397.800 dosi”, con 164.970 dosi in meno”.

Si spera nel vaccino AstraZeneca

Non resta che sperare nel vaccino AstraZeneca. “Se il 29 gennaio prossimo, l’Ema darà l’ok e lo approverà – dice ancora Domenico Arcuri ospite a Domenica In – noi avremo già da subito pronte e disponibili altre 40 milioni di dosi e nei prossimi tre semestri ulteriori 16 milioni”.

Vaccini, il modello di Israele

Uno dei problemi – scrive oggi Paolo Liguori sul Giornale – sta proprio nella gestione privatistica dei vaccini. “In Israele, dove la vaccinazione procede rapida, hanno deciso diversamente: lo Stato ha acquisito un brevetto del vaccino antiCovid, lo produce in proprio e lo distribuisce attraverso la collaborazione di quattro società di assicurazione, semiprivate, ma con la partecipazione pubblica. Non si poteva fare anche in Europa e in Italia? È la politica, in questi casi, che guida e rafforza le decisioni, non quella del teatrino parlamentare, alla ricerca di una maggioranza, ma la capacità di previsione e l’autorevolezza nel difendere gli interessi del Paese”.

Orban tratta coi cinesi

E appunto per difendere gli interessi del proprio paese Angela Merkel sta trattando con Putin per una produzione comune del vaccino russo. E Viktor Orban ha addirittura intenzione di rivolgersi ai cinesi, che di vaccini ne hanno tre. “Proprio ieri Orban – scrive Libero – intervenendo alla radio pubblica ungherese ha annunciato che «scontento della lentezza dell’arrivo dei vaccini nell’Ue, intende «ordinare 1 milione di dosi del siero cinese» Sinopharm”.

In Europa troppo lenta la corsa ai vaccini

“Il prodotto – prosegue l’articolo di Libero oltre che in Cina viene attualmente somministrato in Turchia e Argentina. A stretto giro è arrivata l’imbarazzata spiegazione di un portavoce della Commissione europea: «L’Ue non ha informazioni sul vaccino cinese e non ci sono contatti al riguardo con la Cina». Intanto però Orban ha sollecitato, da parte dell’autorità dei farmaci ungherese, l’autorizzazione all’utilizzo del prodotto anti Covid spiegando che intende agire aggirando le regole dell’Ue che prevedono la preventiva autorizzazione dell’Ema per l’importazione e l’utilizzo ufficiale del vaccino di Pechino”.

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