Usa, falliti gli appelli per Lisa Montgomery: è stata giustiziata. È la prima donna dal 1953

mercoledì 13 Gennaio 9:22 - di Luciana Delli Colli
lisa montgomery giustiziata

Non sono serviti gli appelli e nemmeno l’ultimo tentativo di far valere l’incapacità mentale: Lisa Montgomery è stata giustiziata. Era dal 1953 che gli Stati Uniti non eseguivano una pena capitale su una donna a livello federale. La morte è avvenuta per iniezione letale all’una e 31 nella prigione di Terre Haute, nell’Indiana.

Lisa Montgomery giustiziata per un delitto efferato

Montgomery, che aveva 52 anni, fu condannata alla pena di morte per l’omicidio di Bobbie Jo Stinnett, una ragazza di 23 anni incinta, alla quale aveva asportato la bimba dal ventre, dopo averlo aperto con un coltello. Il caso avvenne nel 2004 in Missouri e per la brutalità delle modalità e delle intenzioni ebbe una eco mondiale.

L’ipotesi dell’infermità mentale

La difesa di Montgomery ne ha sempre sostenuto l’infermità mentale, adducendo danni cerebrali alla nascita e ripetuti abusi subiti da parte dei genitori quando era bambina. “Mancava di contatto con la realtà”, era la tesi difensiva. La famiglia e gli amici della vittima, invece, avevano sempre sostenuto la pena di morte in virtù dell’efferatezza del delitto, nonostante lo stato di salute mentale dell’assassina.

Caduti nel vuoto gli appelli contro la pena di morte

L’esecuzione di Montgomery sarebbe dovuta avvenire ieri, ma un giudice federale l’aveva bloccata per permettere “alla Corte di tenere un’udienza per valutare le capacità mentali della condannata”. Inoltre, intorno al caso si era sviluppata una mobilitazione interna ed esterna agli Usa, per chiedere una moratoria della pena capitale. Fra le voci che si erano levate, anche quella dei vescovi Usa, che avevano fatto appello al “rispetto della dignità e sacralità di ogni vita umana”. La Corte suprema, però, ha revocato la sospensione decisa dal giudice federale dell’Indiana, dando il via libera all’iniezione letale. Quello di ieri era stato il terzo rinvio dell’esecuzione della condanna, rimandata una volta a causa della pandemia e una volta su richiesta degli avvocati.

Altre due esecuzioni attese prima del 20 gennaio

Da qui al 20 gennaio, giorno dell’insediamento di Joe Biden, contrario alla pena di morte, sono attese altre due esecuzioni federali. A renderle possibili la decisione di Donald Trump di interrompere una moratoria che durava da 17 anni. Tra luglio e dicembre, il presidente uscente ha mandato a morte dieci condannati.

 

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Emergenza Coronavirus

In evidenza

News dalla politica