Sospetti sul tradimento della Rossi, ex fedelissima di Berlusconi: è stata una “pugnalata alle spalle”

mercoledì 20 Gennaio 10:37 - di Ginevra Sorrentino
tradimento Rossi Berlusconi

E due. Dopo la Polverini, in Forza Italia scoppia il caso del tradimento all’ultimo minuto di Maria Rosaria Rossi. Una seconda pugnalata a Berlusconi e al suo partito, inferto a quattro mani con il senatore Causin. Come tristemente noto, l’ex segretaria personale del leader azzurro all’ultimo ha votato sì alla fiducia al governo di Giuseppe Conte. Il suo strappo, slatentizzato dal saluto a quattro mani in Aula, spiazza il partito e fa andare su tutte le furie i vertici. Tant’è che Antonio Tajani annuncia in tempo reale: «È fuori dal movimento azzurro».

Il tradimento della Rossi, ex “fedelissima” di Berlusconi

Scoppia il caso di Maria Rosaria Rossi dentro Forza Italia. L’ex tesoriera del partito, considerata fino a ieri sera una delle fedelissime di Silvio Berlusconi, vota la fiducia al governo Conte al Senato in dissenso, ponendosi fuori dal partito. Una scelta che coglie di sorpresa tutti. Spiazza i vertici azzurri. Indigna gli elettori di area. Con lei c’è anche Andrea Causin, ma a differenza dello strappo della ex segretaria berlusconiana, quello della sua “defezione” era da tempo nell’aria. Antonio Tajani, numero due di FI, va su tutte le furie. E annuncia la “cacciata” di entrambi in tempo reale.

L’ira di Tajani: «È fuori dal movimento azzurro»

Leccarsi le ferite non basta. Lo strappo c’è stato e la lacerazione si sente. Ma se ieri è stato il giorno dei sospetti, dell’indignazione e della rabbia. Oggi è quello degli interrogativi e delle recriminazioni ponderate. Ora in tanti si interrogano perché Maria Rosaria Rossi si sia spinta a votare a favore del premier a caccia di “volenterosi” e voti salva-poltrona in favore di Conte e del suo governo “raccogliticcio” (per usare le parole di Matteo Renzi). Considerazioni che non possono non partire da un punto fermo: fonti qualificate azzurre smentiscono che il Cav abbia avallato questa scelta, visto che per giorni è andato ribadendo in ogni occasione: “Mai con governi di sinistra”. Siamo opposizione responsabile, nel senso che offriamo la nostra collaborazione di tipo istituzionale per fronteggiare l’emergenza pandemica. Ma non siamo disposti a salvare Conte…

Il perché ufficiale dello strappo al telefono con l’Adnkronos

E invece la Rossi che fa? In tarda serata, al telefono con l’Adnkronos conferma: «Non ho condiviso questa decisione con il presidente del Berlusconi». Ma questo, assicura l’esponente azzurra forse un po’ troppo frettolosamente, non significa rottura con l’ex premier… «Il mio rapporto di stima e di amicizia con il Presidente è immutato e immutabile». Quindi, la senatrice prova a spiegare le ragioni dietro il suo sì. «Ho votato la fiducia al presidente Conte, che non è un esponente di partiti. Conte in questo straordinario e delicato momento è la nostra unica interfaccia in Italia e nel mondo…». Poi, tentando di ammantare col pannicello caldo delle motivazioni politiche la sua controversa scelta. In una impervia arrampicata sugli specchi, la senatrice forzista tenta persino di addure motivazioni “alte” allo strappo. Parla di «politica liberale, europeista e garantista». Una visione, prova a giustificarsi la Rossi, «che ho sposato nel 1994. E dalla quale non mi separerò mai perché ci credo. Ora più di allora».

Tradimento di Maria Rosaria Rossi a Berlusconi: ecco cosa ci sarebbe dietro

Ma, arzigogoli diplomatici a parte e giustificazioni tardive non bastano a spiegare il gesto eclatante. I rumors  si rincorrono in cerca di conferme. Il sospetto dilaga dentro e fuori Forza Italia. E c’è chi dice che dietro il gesto della Rossi ci siano solo ragioni personali. C’è chi è pronto a giurare che dietro al movente dello strappo ci siano vecchie ruggini nei confronti dell’attuale cerchio magico berlusconiano, dal quale la senatrice si sarebbe sentita esclusa. Al punto da reagire clamorosamente come ieri ha fatto. “Tradendo” la linea stabilita dal padre nobile di Forza Italia, insieme agli alleati Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

 

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