Sondaggio: FdI a passo di carica, sale anche Lega. I dati partito per partito

venerdì 8 Gennaio 9:35 - di Gabriele Alberti

Vento in poppa per tutti i partiti della coalizione del centrodestra. La Befana e il nuovo anno portano regali dolci a  Giorgia Meloni e a Matteo Salvini; carbone a Nicola Zingaretti e a Luigi Di Maio. Sono i dati del sondaggio realizzato per Affaritaliani.it da Roberto Baldassari, direttore generale di Lab2101 e professore all’università Mercatorum, dove è docente di strategie delle ricerche di opinione e dei consumi.

Sondaggio, i dati partito per partito

Fratelli d’Italia inizia col piede giusto, così come aveva dimostrato nella “cavalcata” del 2020. Nell’anno del Covid è stato il partito di Giorgia Meloni ad essere incoronato come il partito che più ha guadagnato la fiducia dell’elettorato. Se il sondaggio di Pagnoncelli di qualche giorno fa registrava un 16%, FdI, ora acquista un  +0,3%, arrivando al 16,6. E’ ampiamente il terzo partito italiano. Si conferma, pertanto un dato rilevante, segnalato nel sondaggio di Pagnoncelli dei primi dell’anno: Fratelli d’Italia è il partito con il tasso di fedeltà più elevato: l’82,1% degli elettori che hanno votato Giorgia Meloni alle Europee oggi intendono confermare la propria preferenza nel caso di elezioni, dice il campione degli intervistati. Il nuovo sondaggio Lab2101 lo confermerebbe in pieno.

Buone nuove anche per la Lega rispetto al sondaggio del 31 dicembre 2020: sale di un altro 0,2% e arriva al 25,7. Rimane  stabile Forza Italia. Il partito di Silvio Berlusconi si ferma al 6,9 per cento (-0,1).

Scivolano Pd e M5S

Amarezze per i partiti di governo, sempre più sfiduciati dall’elettorato. Nel sondaggio il Partito democratico perde lo 0,3 per cento raggiungendo il 20,4. Perde altrettanto anche il Movimento 5 Stelle che scivola al 14,4. Percentuali d’albumina per  Italia Viva di Matteo Renzi (2,7 per cento);  mentre Azione di Carlo Calenda scende al 3,2 per cento (-0,1), Liberi e Uguali al 2,8 perde lo 0,2. A tutto ciò va aggiunto il calo drastico di consensi del “garante” di questo governo sciagurato, Giuseppe Conte, sempre più indebolito, pronto a cedere agli scossoni e alle richieste di Matteo Renzi. La fotografia della situazione era stata scattata i primi giorni dell’anno da una rilevazione di  Analisi Politica, la società di ricerca diretta da Arnaldo Ferrari Nasi. L’87 per vento degli italiani non si fidano più di “Giuseppi”. Soltanto il 13 per cento vedrebbe di buon occhio un “Conte ter”.

 

 

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