Conte come Prodi: saranno determinanti i senatori a vita. Napolitano e Monti in soccorso del premier

lunedì 18 Gennaio 15:02 - di Lucio Meo

Sono sei, potrebbero essere determinanti per far nascere o far morire il governo Conte. Come ai tempi di Romano Prodi, come ai tempi di Mario Monti. Attualmente sono in carica sei senatori a vita: il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano e altri cinque di nomina presidenziale (Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia, nominati da Napolitano, e Liliana Segre, nominata da Sergio Mattarella). In tanti, negli anni, hanno discusso sulla reale valenza politica dell’istituto dei senatori a vita, che spesso, soprattutto a sinistra, finiscono per diventare l’ago della bilancia per i governi “politici”, come negli anni ha denunciato il centrodestra.

Liliana Segre: “Vengo a Roma per sostenere Renzi”

“Non partecipo ai lavori del Senato da molti mesi perché, alla mia età, sono un soggetto a rischio e i medici mi avevano caldamente consigliato di evitare. Contavo di riprendere le mie trasferte a Roma solo una volta vaccinata, ma di fronte a questa situazione ho sentito un richiamo fortissimo, un misto di senso del dovere e di indignazione civile”. Lo dice al Fatto Quotidiano Liliana Segre, alla vigilia della partenza per Roma per votare “la mia fiducia al governo. Questa crisi politica improvvisa l’ho trovata del tutto incomprensibile. All’inizio pensavo di essere io che, con la mia profonda ingenuità di persona lontana dalle logiche partitiche, non riuscivo a penetrare il mistero. Poi però ho visto che quasi tutti, sia in Italia che all’estero, sono interdetti, increduli, spesso disgustati”.

I senatori a vita potrebbero salvare Conte

Al Senato, domani, si giocherà tutto col pallottoliere e i numeri sono incerti. Sul piatto della maggioranza ci sono 92 senatori del MoVimento 5 Stelle, 35 del Partito Democratico, 7 nel gruppo Per le Autonomie, 6 in Liberi e Uguali e 11 (su 14) nel misto, che comprende il Maie e altri raggruppamenti, che dovrebbero votare la fiducia. Il totale fa 151, ne servono altri dieci per la maggioranza assoluta, sei per quella relativa. Tra Sandra Lonardo Mastella e Gregorio De Falco che hanno detto che voteranno la fiducia, due senatori renziani che secondo i giornali sarebbero orientati al sì e Paola Binetti, potrebbero aggiungersi i senatori a vita: quasi certi i voti di Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia, così come quello di Napolitano, classe 1925, “la scorsa settimana è stato avvistato negli uffici del Senato riservati agli ex presidenti, dopo una lunga assenza”, riferiscono voci di palazzo. Strana coincidenza…

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