San Patrignano, Meloni: “Difendono i pusher nigeriani e se la prendono con Muccioli…”

5 Gen 2021 20:22 - di Valeria Gelsi
san patrignano

A quasi una settimana dal suo lancio, non si placano le polemiche intorno a Sanpa. Luci e tenebre di San Patrignano, la serie di Netflix sulla comunità fondata da Vincenzo Muccioli. Soprattutto, non si placano le attestazioni di solidarietà, vicinanza e sostengo per una realtà che negli anni ha sottratto 26mila ragazzi all’inferno della droga. E che è tutt’ora attiva, in prima linea per salvare vite e gestita da quegli stessi ragazzi che lì hanno trovato la loro salvezza.

Meloni: “Difendono i pusher e poi su San Patrignano…”

“Gli stessi che difendono nei fatti gli spacciatori nigeriani si accaniscono contro un uomo e un modello che ha salvato la vita a migliaia di persone”, ha commentato Giorgia Meloni. “La ‘colpa’ di Vincenzo Muccioli è aver dimostrato che dalla droga si può guarire. E che il principio tanto caro alla sinistra della ‘riduzione del danno’ è solo un modo per girarsi dall’altra parte e non affrontare il problema. San Patrignano – ha quindi sottolineato la leader di FdI – rappresenterà sempre una comunità che con affetto, conforto e solidarietà, ha dato una speranza a migliaia di famiglie“. “Siamo al loro fianco“, ha concluso Meloni, postando sulla sua pagina Facebook la foto icononica di Vincenzo Muccioli alla testa di un serpentone lunghissimo e fitto fitto di ragazzi sorridenti.

Gasparri: “Fummo, siamo e saremo con Muccioli”

È stato poi Maurizio Gasparri a ricordare che “ventiseimila ragazzi sono passati per quella comunità e sono tornati alla vita. Sono diventati padri e madri di figli che non sarebbero mai nati. Sono tornati ad essere figli di padri e madri che li avevano persi”. “Una storia che racconta soltanto alcune pagine difficili e trascura tutto il bene che è stato fatto non è una storia. “Io – ha proseguito Gasparri – so quello che è successo e sono stato accanto Muccioli in tanti momenti. Ricordo quando siamo stati ad inaugurare il centro medico nel ‘94, anche in contrasto con le autorità regionali del Pds che non volevano quella struttura che invece Muccioli volle generosamente per aiutare i ragazzi che morivano di Aids“. “Tornerò a parlare di questa vicenda, perché non può finire con una docufiction faziosa”, ha detto Gasparri, chiarendo che “siamo stati con Muccioli allora, lo siamo oggi, lo saremo sempre”.

Moratti: “Occasione persa, è ancora emergenza droga”

Di “occasione persa” ha parlato poi Letizia Moratti, da sempre vicina con la sua famiglia alla comunità di San Patrignano. Moratti, nel suo ragionamento affidato a un’intervista al Corriere della Sera, ha voluto riportare l’attenzione su San Patrignano, su quella comunità di ragazzi che esiste ancora, continua a salvare vite e non merita la valanga di fango e diffidenza provocata dalla serie di Netflix. “Penso sia stata un’occasione persa, perché la droga rappresenta ancora oggi un’emergenza“. “Non aver raccontato nessuna delle storie di fragilità che poi sono diventate forza e vita piena è stata un’occasione persa”, ha sottolineato ancora la presidente del consiglio di gestione di Ubi.

“Un bene del Paese”: ecco cos’è oggi San Patrignano

E, ancora, Moratti ha dedicato un ampio resoconto a quello che San Patrignano è oggi, a tutte le risorse e gli strumenti che mette in campo e di cui ha bisogno. “Si è evoluta come impresa sociale: ha tantissimi sostenitori e ‘maestri’, grandi personalità e bravissimi artigiani; ha una rete di ambasciatrici che fanno passare il messaggio e aiutano nel fundraising. Sanpa è una realtà che organizza 50mila incontri all’anno nelle scuole per fare prevenzione; che accoglie ragazze e ragazzi minorenni segnalati dal Tribunale; che ha stretto rapporti con le istituzioni, a partire dal Comune di Rimini e dalla Regione Emilia-Romagna. È anche un modello – ha chiarito Moratti – riconosciuto dalle Nazioni Unite, dove siamo individuati come Ong dal 1997, con stato consultivo in materia di droga”. “Sanpa è un bene del nostro Paese: ecco – è stato il monito – non dimentichiamolo”.

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