Rom tagliano gli alberi del parco e gli danno fuoco, scempio a Milano. L’ira dei residenti

venerdì 22 Gennaio 12:53 - di Federica Argento
Rom tagliano alberi

«Dopo lo scempio, il degrado, la spazzatura, adesso tagliano gli alberi per scaldarsi, per fare legna da mettere nelle stufe». Siamo a Milano, al campo rom di via Vaiano Valle 41, ai confini del Parco Sud. I residenti segnalano il nuovo scempio: all’incrocio con via dell’Assunta, i cittadini hanno visto i rom arrivare col furgone, tagliare tronchi di una trentina di centimetri di diametro, caricarli e portarli al campo”. Tempo fa i nomadi avevano smembrato anche la staccionata accanto alla pista ciclabile che porta al Parco della Vettabbia. Il reportage di Libero è inquietante.

Rom tagliano gli alberi del parco

«Dalla finestra li ho visti uscire con carrelli della spesa e motoseghe, andare verso l’Abbazia di Chiaravalle, in pieno giorno: poi tornano con la legna per il fuoco», ha raccontato un residente. Il campo rom è uno scempio a cielo aperto: cumuli di sporcizia, escrementi, casupole diroccate, fili elettrici intrecciati naturalmente illegali. Siamo a cinque chilometri dal Duomo,  qui vivono una sessantina di persone, ogni nucleo con una specialità. Leggiamo: “tre famiglie trattano rifiuti; altre tre famiglie sono i discendenti del bosniaco Selimovic, un “re” del traffico di macchine rubate/usate”. I residenti vanno sul sicuro.  «Sono sicuramente i primi che tagliano gli alberi», perché «i Selimovic non sono gente da stufetta, loro si attaccano alla corrente, sono i figli del capo».

Milano, il campo rom della vergogna

Percorrendo il campo la cronista di Libero trova di tutto: di resti d’automobili,  Bmw, Mercedes, Volkswagen, auto e scooter di ogni sorta. Il probelma è che si sono “accasati”, sono qui da molti anni e nessuno li manda via, nessuno vigila. I cittadini sono divisi, c’è chi è rassegnato (“mandarli via vorrebbe dire vederli stanziali da un’altra parte”.  C’è chi la prende con ironia, si fa per dire: e  su Google Maps  ha scritto “Welcome to favelas” . Mentre i residenti sono arrabbiati perché l’area è diventata una discarica:  lavatrici, frigoriferi, carrozzerie di automobili, ruote, vernici, mobili, pezzi di ferro e fili elettrici.

De Corato a Sala: “C’è una bomba ecologica, lo sai?”

Siamo alle solite, la giunta Sala si guarda bene dal metterci le mani. «Sono anni che segnaliamo il problema», spiega Chiara Maria Perrazzi, consigliere leghista del Municipio 5. L’ex vicesindaco di FdI, Riccardo De Corato, stigmatizza l’operato di un’amministrazione che parla tanto di ambiente e poi tiene una bomba ecologica a 5 chilometri da centro». «Lì fanno tutto quello che vogliono», commenta l’assessore regionale alla Sicurezza. «Hanno costruito una palazzina in un’area verde, compiono reati ambientali, fanno ricettazione di merce rubata, false intestazioni di veicoli usati. E il Comune pensa di giustificarsi dicendo che “c’è un’indagine in corso”». De Corato sta preparando un dossier da presentare in Procura «per relazionare su quanto avviene in quell’area».

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