Rai, anche Aldo Grasso stronca “Report”. E i legali del Cav: «Vergogna, portiamo tutto in tribunale»

giovedì 7 Gennaio 10:35 - di Alberto Consoli
"Report" Aldo Grasso Berlusconi

Mafia, la vergogna di “Report” contro Berlusconi trova un Aldo Grasso indignato. Il critico tv del Corriere della Sera si scaglia contro la puntata del 4 gennaio. “Una puntata così non può restare senza conseguenze – esordisce sul Corriere -. O le ricostruzioni fatte da Paolo Mondani Giorgio Mottola sono vere; e allora la magistratura dovrà intervenire al più presto (principio dell’obbligatorietà dell’azione penale). Oppure è necessario un ripensamento su questo tipo di inchieste, soprattutto da parte del servizio pubblico. Immagino, invece che non succederà nulla, as usual”, commenta Grasso. Il riferimento è alla messa in onda del servizio sulla trattativa Stato-mafia che tirava in mezzo Silvio Berlusconi.

Aldo Grasso contro “Report”

Hanno mosso pesanti accuse – prosegue Grasso che ha letto  la replica dei legali del leader di Forza Italia -. Un filo nero collegherebbe l’attentato alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 alle bombe di Capaci e via D’Amelio in cui furono uccisi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”. Invettive gravi, quelle del programma di Sigfrido Ranucci, che conducono il giornalista a porsi un quesito, in conclusione: “Per sconfiggere il male è giusto trattare o fare del moralismo? Sono domande che aspettano una risposta”.

“Porteremo ‘Report’ in tribunale”: i legali di Berlusconi

Nel frattempo la battaglia di Coppi e Ghedini, i legali del leader  di FI, prosegue: “Portiamo ‘Report’ in tribunale. Servizio deviato. Ecco come si potrebbe classificare la puntata di Report del 4 gennaio. La docufiction andata in onda su RaiTre a sostegno delle tesi dell’accusa nel processo d’appello ‘Trattativa’: un servizio deviato da opinioni di parte e tesi bizzarre (su tutte la moltiplicazione delle agende rosse di Borsellino). Accuse  sostenute da un testimone contestato e controverso quale Salvatore Baiardo”. E’ quanto si legge sul Riformista che, nell’introdurre l’intervista all’avvocato Franco Coppi, riporta questa  nota scritta insieme al collega Nicolò Ghedini:  “Nel corso della trasmissione Report – scrivono gli avvocati – sono state riportate come se fossero acclarate e veritiere affermazioni e indicazioni destituite di ogni fondamento e in molti casi palesemente inverosimili riguardanti il presidente Berlusconi”.

“Fantascienza”

I due legali hanno stilato una nota in cui parlano di una trasmissione “con tesi preconfezionate mosse da evidente pregiudizio senza alcun contraddittorio e palesemente diffamatorie. Ci si riserva, quindi, ogni iniziativa giudiziaria del caso”. La puntata è stata oltretutto seguitissima, avendo raccolto davanti al video 2.957.000 spettatori, share dell’11,5%. “Partendo dal principio della libertà di manifestazione del pensiero – spiega l’avvocato Coppi – ognuno su un tema che può essere di interesse generale, com’è tutto quello che riguarda Berlusconi, può dire quel che vuole. Poi però c’é il rovescio della medaglia: ciascuno si assume la responsabilità di quel che dice”.

“Mi sono fatto l’opinione che una cosa è vincere in aula di tribunale e un’altra è vincere sull’opinione pubblica. Alla vulgata ci dobbiamo quasi abituare, anche chi di noi conosce la verità delle carte”,  dice ancora l’avvocato. ” Fantascienza – aggiunge riferendosi alla super cupola fatta di servizi segreti e politica -. Una cosa impossibile ma che ha una narrazione avvincente. Sono cose talmente contrarie all’idea stessa di Stato che chi le concepisce dimostra di non avere alcuna fiducia nell’ordinamento democratico, nella politica e, appunto, nello Stato stesso. Non capisco come avrebbe potuto reggersi in piedi uno Stato basato sulla commistione tra poteri deviati e grande criminalità organizzata. Ma basterebbe un po’ di buon senso per fermarsi un po’ prima”. Ma “Il buonsenso è merce rara, il sensazionalismo vende di più”, conclude amaro il legale.

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