Pennacchi scrive alla Meloni: “Cara Giorgia, ti prego, costruiamo una nuova Italia”

mercoledì 27 Gennaio 20:52 - di Angelica Orlandi
Pennacchi Meloni

L’autore di ‘Canale Mussolini’ Antonio Pennacchi, scrive una bella lettera aperta alla leader di Fdi: una lettera irrituale, inaspettata. “Cara Giorgia ti prego: dite di sì all’unità nazionale”. Inizia così la lunga missiva  che lo scrittore ha inviato alla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, con la quale le chiede di dire “di sì a un governo di unità nazionale; che porti il Paese fuori dal covid e getti le basi per una nuova Italia in una nuova Europa, sociale e democratica”. Lo leggiamo sull’Adnkronos. Pennacchi ha scelto la Meloni per esternare il suo pensiero. E ha voluto sottoporle  in modo diretto e sincero il suo punto di vista, in un passaggio delicato. Ricorda che “dopo la seconda guerra mondiale e quella di liberazione, le forze socialcomuniste e cattoliche – da sempre acremente divise – seppero trovare quel minimo di concordia necessario a costruire assieme l’unità del popolo: una costituzione democratica repubblicana e il conseguente miracolo economico degli anni cinquanta e sessanta che portò l’Italia ad essere, dal Paese povero e sottosviluppato che era prima, la quinta o sesta potenza economica mondiale”.

Pennacchi alla Meloni: “Cara Giorgia ti prego…”

“Quel patto unitario” – scrive Pennacchi –  “bene o male resse – consentendo di superare anche gli anni di piombo – sostanzialmente fino al crollo del muro di Berlino e delle cosiddette ideologie del novecento”. Il Paese -prosegue Pennacchi nella lettera a Giorgia Meloni- da quei crolli non è uscito però più unito. Quel patto originario è sembrato sfaldarsi e la nazione si è divisa sempre più, fino a raggiungere il quasi definitivo scollamento fra popolo e istituzioni”.   Lo scrittore osserva che “sarebbe un grave errore paragonare l’odierna pandemia alla seconda guerra mondiale”; ma rileva che “gli effetti che la pandemia di covid  non possono non riverberarsi pericolosissimamente sulle prossime generazioni, sia nel medio-breve che nel lungo periodo”.

“Riscriviamo un patto unitario”

Parte da qui l’invito alla leader di Fratelli d’Italia: “È quindi ora di costruire una Nuova Italia, Giorgia, che non porti soltanto la nazione fuori dal covid e dalla crisi economica”,  spiega Pennacchi,  ma che riscopra la sua unità di fondo – se mai c’è stata – riscrivendo eventualmente anche le regole dello stare assieme ed un nuovo patto unitario”. Un patto unitario “che riconosca a tutti i concorrenti la piena legittimità e buona fede del proprio agire, pur nella diversità delle opinioni. Basta coi nemici usque ad mortem”.

Pennacchi ricorda i “padri della destra”

“Per quanto concerne l’Europa, infine, tu mi permetterai di ricordarti che anche grandi padri della destra italiana – e il primo tra tanti che mi viene in mente è Giano Accame – ritenevano che non ci fosse un futuro, per la nazione Italia, se non nell’Europa Nazione. Coraggio, Giorgia, e dite di sì a un governo di unità nazionale;  che porti il Paese fuori dal covid e getti le basi per una nuova Italia in una nuova Europa, sociale e democratica”. Pennacchi conclude con un affettuoso: “Auguri alla tua bimba”.

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